E' da tempo che la comunità musulmana genovese, in gran parte maghrebina, reclama la costruzione di una grande moschea. In un primo momento l'UCOII, legata ai Fratelli Musulmani, aveva acquistato allo scopo un edificio nel popoloso quartiere di Cornigliano, abitato da molti musulmani. Ma l'apertura di questo edificio si era rivelata impossibile da realizzarsi, non tanto per i gravi motivi di sicurezza, quanto per le vivaci proteste degli abitanti del quartiere.

La fondazione religiosa Sorriso Francescano sembra aver trovato la soluzione. A metà ottobre, essa si è offerta di effettuare uno scambio: l'UCOOI cederà alla fondazione l'edificio di Cornigliano, che diventerà un luogo di ritrovo per giovani; in cambio la fondazione cederà all'UCOII un'area edificabile situata nel rione Campi, sulla collina di Coronata, sulla quale si costruirà una grande moschea. Per solidarietà con la comunità islamica, la fondazione francescana si è offerta di collaborare alla costruzione della moschea, gettandone le basi e quindi affrettandone l'apertura.

La cosa paradossale è che questo scambio è stato presentato dai francescani come un esempio di "reciprocità": da una parte i cristiani permettono la costruzione di una moschea nel quartiere cristiano di Campi, e dall'altra i musulmani permettono la costruzione di un centro cattolico nel quartiere islamico di Cornigliano... perché ormai lo è, dopo l'invasione di circa 5.000 immigrati maghrebini che ha provocato la fuga dei residenti italiani.           

 

La città di Lodi rifiuta la costruzione di una moschea

Era tutto pronto affinché a Lodi sorgesse il 36° luogo di culto islamico della Lombardia, anzi la più grande moschea della regione dopo quella di Milano Segrate. L'amministrazione comunale, gestita dalla Sinistra, aveva già dato le autorizzazioni necessarie. Ma le proteste dei cittadini e l'opposizione del centro-destra hanno fatto saltare l'accordo stipulato tra il Municipio e la comunità islamica lodigiana; il sindaco ha dovuto respingere la pratica (cfr. "Il Giornale", 17 ottobre 2006). Lo stesso è avvenuto recentemente a Como, dove la chiusura della moschea abusiva non è stata ancora bilanciata dall'apertura di un luogo di culto autorizzato.