Il 10 ottobre 2006 è scaduto in Olanda il termine ultimo entro il quale i partiti politici potevano presentare al Kiesraad, il Consiglio Elettorale, le raccolte di firme necessarie per partecipare alle prossime elezioni politiche del 22 novembre. Fra queste formazioni non ci sarà il Partito dell'Amore del Prossimo, della libertà e della Diversità (NVD): ossia quello che promuove ufficialmente la legalizzazione e la promozione della pedofilia.

 

            Registratosi alla fine dello scorso maggio, il NVD sperava di ottenere le firme sufficienti per presentarsi alle elezioni; ma in 4 mesi di campagna esso ha raccolto appena un centinaio di sottoscrizioni, largamente inferiori alle 570 che sono il minimo necessario per essere ammessi nella lista elettorale nazionale. Del resto, anche se fosse riuscito ad entrare in lista, per ottenere un solo seggio in Parlamento avrebbe dovuto ottenere alle elezioni almeno 60.000 voti, cosa che si sapeva essere impossibile. Ma il fatto che le sue sottoscrizioni siano state così fallimentari è un buon segno sulla situazione olandese riguardo il problema della pedofilia.

 

            A questo fallimento ha contribuito l'atteggiamento tenuto dalle confessioni religiose e dalle associazioni in difesa dell'infanzia, che hanno accusato il NVD di avere un «programma perverso» e hanno rimproverato la Corte Costituzionale perché si era rifiutata di metterlo al bando.