Radici Cristiane

Diretto da Roberto de Mattei

I cristiani iracheni scompariranno?

Minas al-Youssifi, presidente del Partito Cristiano Democratico iracheno, sta facendo un viaggio in Europa per denunciare la grave situazione in cui si trovano i cristiani nel suo Paese, che rimangono coinvolti nella guerra civile e subiscono le conseguenze del caos generale.

In una dichiarazione rilasciata il 9 settembre 2006, il presidente denuncia che i cristiani vengono da tempo sottoposti a vessazioni dalle milizie islamiche legate ai vari partiti, anche governativi, e che non vengono difesi dal governo in carica. «Siamo un milione di persone, ma, se il mondo non interviene, tra un paio d’anni saremo praticamente scomparsi. (...) Soprattutto negli ultimi sei mesi, i cristiani sono stati costretti ad abbandonare le proprie case per rifugiarsi al nord del Paese».«Da tempo chiediamo al regime di fermare le minacce e gli abusi subìti dalle nostre comunità; ma non c’è legge oggi in Iraq, non c’è un’amministrazione né un governo unito».

Il conflitto tra sunniti e sciiti ha peggiorato la situazione, e questo conflitto ha come causa principale l’intromissione del governo iraniano negli affari interni iracheni: «Teheran sta perseguendo una propria agenda ben definita in Iraq, e una parte del regime iracheno non ha che eseguire quello che Teheran ordina. È una situazione inammissibile e molto pericolosa, perché minaccia l’unità della popolazione irachena e rischia di destabilizzare l’intera regione mediorientale. L’Iran ha inviato migliaia di suoi agenti e miliziani in Iraq. Per questo la comunità internazionale deve fermare Teheran».

Al-Youssifi chiede all’Unione Europea e all’ONU d’intervenire politicamente e diplomaticamente per fermare il favoritismo dei governi verso il fanatismo islamico e per salvare la minoranza cristiana irachena, perlomeno istituendo una “zona di sicurezza” che li protegga dalle crescenti intimidazioni e vessazioni.

Analoga analisi emerge dall’intervista concessa ad Avvenire (13 settembre 2006) dal politologo iracheno Joseph Yakoub, docente all’Università Cattolica di Lione. «Per limitarsi all’Iraq, si parla dell’esodo di quasi la metà della popolazione [cristiana, n.d.r.] dopo l’offensiva militare americana; circa mezzo milione di cristiani potrebbero essere fuggiti dal caos iracheno dopo il 2003. Un certo numero si è rifugiato nel nord del Paese e questo flusso continua ancora in modo molto intenso. (...) In generale, la diaspora dei cristiani d’Oriente nel mondo è ormai dell’ordine di diversi milioni».

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