Il 24 gennaio scorso Papa Benedetto XVI ha lanciato un forte appello agli operatori dei mezzi di comunicazione affinché difendano il matrimonio e la famiglia: "la necessità di sostenere ed incoraggiare la vita matrimoniale e familiare e di particolare importanza, proprio perche si fa riferimento al fondamento di ogni cultura e societa".

Nel messaggio, pubblicato in occasione della quarantesima Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, che quest'anno ha per tema "I media: rete di comunicazione, comunione e cooperazione", il Papa ha chiesto che "in collaborazione con i genitori", i mezzi della comunicazione sociale e le industrie dello spettacolo siano "di sostegno nella difficile ma altamente soddisfacente vocazione di educare i bambini, presentando modelli edificanti di vita e di amore umano".

"Come ci sentiamo scoraggiati e avviliti tutti  noi - rileva il Pontefice - quando si verifica il contrario. Il nostro cuore non soffre soprattutto quando i giovani vengono soggiogati da espressioni di amore degradanti o false, che ridicolizzano la dignita donata da Dio a ogni persona umana e minacciano gli interessi della famiglia?".

Nel Messaggio, Benedetto XVI ha voluto ricordare i tre punti, già individuati da Giovanni Paolo II, "indispensabili per un servizio finalizzato al bene comune: formazione, partecipazione e dialogo". "La formazione ad un uso responsabile e critico dei media - spiega il Papa - aiuta le persone a servirsene in maniera intelligente e appropriata". Questo perché "l'impatto incisivo che i media elettronici in particolare esercitano nel generare un nuovo vocabolario e immagini, che introducono cosi facilmente nella società, non sono da sottovalutare".

Secondo Benedetto XVI, la responsabilità nei confronti dei bambini e dei  giovani è grande "proprio perché i media contemporanei configurano la cultura popolare". "Essi - chiede  ancora il Pontefice – devono vincere qualsiasi tentazione di manipolare, soprattutto i giovani, cercando invece di educare e servire. In tal modo, i media potranno garantire la realizzazione di una società civile degna della persona umana, piuttosto che il suo disgregamento".

"La partecipazione ai media - continua Papa Ratzinger - nasce dalla loro stessa natura, come bene destinato a tutte le genti. In quanto servizio pubblico, la comunicazione sociale esige uno spirito di cooperazione e corresponsabilita, con una scrupolosa attenzione all'uso delle risorse pubbliche e all'adempimento delle cariche pubbliche, compreso il ricorso a norme di regolazione e ad altri provvedimenti o strutture designate a tal scopo".

Infine, secondo Benedetto XVI "i media devono approfittare e servirsi delle grandi opportunità che derivano loro dalla promozione del dialogo, dallo scambio di cultura, dall'espressione di solidarietà e dai vincoli di pace". Solo così, aggiunge il Papa, "diventano risorse incisive e apprezzate per costruire una civiltà dell'amore, aspirazione di tutti i popoli".