La mobilitazione si è resa necessaria dopo che Massimo Srebot. Primario di Ginecologia all'Ospedale Lotti della cittadina toscana di Pontedera, ha annunciato di voler importare dalla Francia la pillola abortiva RU 486. Secondo un Decreto del Ministero della Sanità del 1997, è possibile l'importazione di medicinali non registrati in Italia se giudicati utili dal medico per un determinato paziente.

 

Dal 2003, la pillola RU 486 è inserita dalla Regione Toscana fra i farmaci esteri, di cui si assume anche la spesa. Queste due normative permetterebbero all'Ospedale di Pontedera di poter importare e utilizzare la RU 486 senza richiederne la sperimentazione.

Di fronte a questa eventualità l'Arcivescovo di Pisa ha scritto sul settimanale "Toscana Oggi" del 21 ottobre scorso che la possibilità di praticare l'aborto attraverso il farmaco RU 486 pone serie domande alla coscienza dei credenti, al senso di umanità di tutti i cittadini e alla responsabilità delle autorità civili e del personale addetto ai servizi saldati.

 

Monsignor Fiotti ricorda che l'aborto farmaceutico non è «esente da rischi per la donna», e che «resta la necessità di assistenza sanitaria per chi vi si sottopone». Il Presidente della Conferenza Episcopale Toscana, si chiede preoccupato: «se l'idea di un aborto più facile non finisca per indebolire ulteriormente il principio della tutela sociale della maternità, allontanando ancor più l'eventualità di ripensamento della decisione di interrompere la gravidanza».

 

Secondo l'Arcivescovo si tratta di «un altro passo aranti sulla via dell'individualismo che prevale sul senso di responsabilità personale e comunitario». Dopo aver sottolineato che «La vita è un dono di Dio che nessuna creatura è autorizzata a sopprimere né a contrastare nel suo naturale sviluppo», monsignor Plotti ha ricordato che la stessa legge 194 «precisa che l'aborto non può essere considerato un metodo contraccettivo».

 

In merito alla vicenda, il professor Massimo Ermini, responsabile del "Centro di Bioetica" dell'Università di Pisa e Coordinatore del Comitato provinciale "Scienza e Vita", ha scritto una lettera al quotidiano "La Nazione" in cui critica l'Assessore Regionale alla Sanità, il dottor Enrico Rossi, il quale avrebbe autorizzato la prescrizione e quindi l'uso della pillola abortiva RU 486 nell'Ospedale Lotti di Pontedera.