La battaglia a favore dell’aborto, portata avanti nell’ultima parte del XX secolo da movimenti radicali e progressisti, ha condotto la nostra società verso la legalizzazione di un crimine da parte dello Stato, verso la legittimazione di un atto contrario ad una morale cristiana e naturale che ci appartiene così intimamente.

Giulia Galeotti ci propone un’attenta descrizione e ricostruzione degli eventi legati al tema del diritto alla vita, partendo da una descrizione dell’aborto nell’antichità e sottolineando via via tutti i passaggi più importanti e tutti gli eventi che hanno costituito i punti cruciali rispetto al cammino della questione, mettendo in evidenza le correnti culturali e politiche che maggiormente si sono impegnate per raggiungere l’obiettivo della legalizzazione e tutti i tentativi di contrastare questa tendenza, da parte soprattutto del magistero della Chiesa: da Pio IX a Pio XII, da Giovanni XXIII al Concilio Vaticano II, da Paolo VI a Giovanni Paolo II.

Il principio divino fondamentale è che la vita umana è sacra ed inviolabile dal suo apparire fino al suo termine naturale e nessuna legge umana lo può contraddire; l’embrione ha dignità di essere umano ed in quanto tale gode di tutti i diritti naturali ed inviolabili che appartengono a qualsiasi altra persona, tra cui quello alla vita. Il Concilio Vaticano II ha definito l’aborto «un abominevole delitto» e su questa base continua la battaglia di tutti coloro che sostengono quest’idea.