La Francia, coerentemente con la sua storia degli ultimi due secoli, sembra essersi messa nuovamente alla testa del processo di scristianizzazione e giacobinizzazione di quella che un tempo era la società cristiana. L'Assemblea Nazionale ha ufficialmente approvato il disegno di legge, voluto da Chirac e promulgato dal governo Raffarin, che è entrato in vigore il 1° gennaio, e che prevede galera e punizioni varie (fino a 45.000 euro) per i colpevoli di "omofobia".

In pratica. chiunque in Francia oserà dissentire dall'omosessualismo, criticare iniziative omosessualiste, ironizzare, anche con le semplici usuali parole, sugli omosessuali, disegnare vignette che ritraggono omosessuali, probabilmente semplicemente difendersi da attacchi di omosessuali, è reo di razzismo e il suo “reato" è equiparato a quello di antisemitismo. Perfino l'accondiscendente Chiesa Cattolica francese inizia a spaventarsi, e ha denunciato timidamente l'ipotesi che tale 0440 v: fatto impedisca ai cattolici di protestare contro le pretese omosessualiste. Proteste molto più vigorose sono state invece portate avanti dalle associazioni dei giornalisti, che chiaramente iniziano a capire come si stia mettendo passo dopo passo, il bavaglio a qualsiasi bocca voglia un giorno protestare contro il laicismo totalitario.

Del resto, anche in Gran Bretagna è stato presentato un disegno di legge che sta suscitando la rivolta dell'opinione pubblica, intellettuali, giornalisti, politici: quello di rendere reato penale — sotto l'accusa di incitamento all'odio religioso — qualsiasi forma di critica 400 religioni. Naturalmente, l'intenzione vuole essere quella di "difendere" l'Islam da "ingiusti attacchi"... Ma in questo caso l' Intelligenza progressista britannica è più in fermento, perché si rende conto che ciò renderebbe di fatto pericoloso criticare anche lo stesso cristianesimo. In pratica, per un motivo o per un altro, si comincia ad ammettere che stiamo marciando a grandi passi verso un nuovo collettivo totalitarismo europeo: quello laicista. E che parlare di giacobinizzazione della società, come abbiamo fatto all'inizio, non sia affatto esagerato, lo dimostra il motto utilizzato dalle associazioni omosessualiste francesi in una loro manifestazione il 26 giugno scorso: "Liberté, égualité, diversité".