Questo libro rompe un tabù descrivendo l’ambiguo e preoccupante ruolo svolto negli ultimi decenni dall’ONU in tema di diritti umani. L’autore disvela i progetti e le intenzioni dell’Organizzazione che si sta sempre più allontanando dai suoi conclamati riferimanti ideali – la Carta dei Diritti del 1948 – per perpetrare e diffondere nuove concezioni che tendono a presentare i diritti dell’uomo come frutto di convenzioni che acquisiscono forza di legge una volta ratificate.
Pertanto essi non hanno più un proprio indelebile fondamento civile e morale, né dipendono minimamente da qualsiasi forma di verità oggettiva, bensì costituiscono materia di continua evoluzione ideologica.

La Dichiarazione Universale era antropocentrica. Essa riconosceva che al centro del mondo e nel cuore del tempo c’è l’uomo, dotato di ragione, libero, responsabile, capace di solidarietà d’amore. Oggi – secondo l’ONU – l’uomo è una particella effimera nel cosmo. Egli non sta più nel cuore di un tempo aperto ad un al di là; è il risultato di un evoluzione: è fatto per la morte. Non è più una persona ma un individuo più o meno utile alla ricerca del piacere.

Gli uomini non sono più capaci di riconoscere la verità e di uniformarvi la propria condotta: negoziano, decidono in base ad un’aritmetica di interessi e piaceri da soddisfare.

E da qui hanno origine i così detti “nuovi diritti umani” nei quali l’uomo possiede una sua realtà soltanto in quanto parte della Terra-Madre, Gaia, che è tenuto a venerare come nuova sua divinità. Il libro mette in luce il piano totalitarista dell’ONU, secondo la strategia dei piccoli passi, di deprogrammare l’uomo e riprogrammarlo secondo la nuova ideologia.

Soprattutto ad opera di varie ONG, l’ONU si è fatto da vario tempo promotore di campagne sul controllo delle nascite, proponendo l’accesso facilitato alla contraccezione e all’aborto, persino nelle scuole. Questo e molto altro è proposto dall’autore che smaschera – prove alla mano – sia tali progetti che risvolti ideologici che ne stanno alla radice, mirati ad una mondializzazione generale fondata sull’imposizione del “pensiero unico”, e propone come reale alternativa la difesa degli Stati nazionali e la riscoperta dei fondamentali valori della civiltà occidentale e cattolica, primi fra tutti quelli della famiglia e della persona umana.