Padre Emilio Fiorenzo Reati, professore al Seminario cattolico di San Pietroburgo, direttore dell’Istituto Superiore per gli studi filosofici “San Tommaso d’Aquino” ed incaricato di corsi di filosofia presso l’Università Statale di San Pietroburgo, affronta un argomento in buona parte sconosciuto a causa di un lungo complice silenzio: i martiri prodotti dal regime sovietico dalla sua istituzione violenta e illegittima con la rivoluzione dell’ottobre del 1917 fino a Gorbacev.

Vescovi, preti, monaci e fedeli laici internati nei lager e fucilati nel periodo prebellico, furono discriminati a scuola, sul lavoro e nella vita sociale dopo la guerra. «La particolarità che differenzia i martiri russi del secolo XX da tutti gli altri è che le loro sofferenze avvennero senza che nessuno le vedesse – afferma l’autore – (…) tutto avvenne nella oscurità del sottosuolo».

Padre Reati ha scritto questo libro, come egli stesso afferma, affinché «tutta la verità sia detta, poiché chi nasconde una verità scomoda, seppure in parte, è complice degli assassini» (M. Horkheimer)