EQUADOR: denuncia penale contro il presidente della Conferenza episcopale per “ingerenze politiche”
Uno sconosciuto gruppo che si autodefinisce “Mai impunità”, con ramificazioni nel governo di Rafael Correa ha presentato oggi al tribunale di Guayaquil in Ecuador occidentale una denuncia penale contro il presidente della Conferenza Episcopale equadoregna (CEE), l’Arcivescovo Antonio Arregui Yarza, con l’accusa di “ingerenza in questioni politiche.”
Mary Elizabeth Moran, direttore del gruppo di facciata, ha dichiarato di aver posto in essere la denuncia perché l’arcivescovo si era “intromesso in questioni politiche” dichiarando di “non promuovere” il nuovo progetto di costituzione che sarà sottoposto a referendum il prossimo 28 settembre.
Moran, facendo seguito alle richieste dello schieramento di sinistra guidato da Correa ha chiesto per il prelato “il carcere e la revoca dalla carica di presidente della CEE”.
“Mai l’impunità” ha accusato i vescovi non solo di presunta violazione del diritto ecuadoriano, ma persino di aver “violato la volontà del Papa”.
La nuova manovra contro i vescovi, tuttavia, non ha cambiato l’atteggiamento dell’episcopato, che ha annunciato di continuare con il suo programma di catechesi per educare e informare i fedeli circa i rischi che il progetto di Costituzione, che favorisce l’aborto, le unioni omosessuali e le intrusioni dello Stato in materia di educazione religiosa, porta con sé.
Moran ha anche esplicitamente dichiarato che il procedimento giudiziario avviato contro la Chiesa si basa “sulla ideologia del rivoluzionario Ernesto ‘Che’ Guevara”.
Mons. Arregui ha detto che la Chiesa non svolge attività politiche, ma “emette un giudizio morale su un disegno di legge”, e ha definito la denuncia nei suoi confronti “un atto in più di attacco alla libertà di espressione di un credo religioso”.
Il tribunale di Guayaquil deciderà nei prossimi giorni, se dare seguito o meno al procedimento. (www.radicicristiane.it)