Nato a Cianciana (Agrigento) nel 1950, dopo il liceo ad Agrigento, Rino Cammilleri si laurea in Scienze Politiche a Pisa. Esordisce come assistente di Diritto Diplomatico e Consolare nella stessa facoltà per poi dirottarsi sull’insegnamento di materie giuridiche ed economiche nelle scuole secondarie. Lasciato il mondo della scuola, oggi fa esclusivamente lo scrittore, l’editorialista e il conferenziere. Cura rubriche su testate nazionali come Il Giornale e Il Timone ed ha al suo attivo una trentina di volumi, tra cui: Il Quadrato Magico (2000), Doveroso elogio degli Italiani (2001), Gli occhi di Maria (2001, scritto con Vittorio Messori), Immortale odium (2007).
Proiettili recapitati al presidente della Conferenza Episcopale, invettive murali o televisive (vedi concerto del 1° maggio) contro il Papa… Cosa sta accadendo?
Purtroppo, da tempo non esiste più un laicato intellettuale cattolico autorevole che si interponga tra la Chiesa e il mondo sociale, culturale e politico. Oggi la Chiesa si ritrova priva di schermi. Essa ha mediato finché ha potuto ma quando la battaglia ha cominciato a combattersi sull’ultima trincea, cioè la difesa della vita e della famiglia, non ha più potuto transigere e si è ritrovata in prima fila. Ecco perché gli attacchi sono ormai rivolti direttamente ai suoi rappresentanti.
Cosa pensa della puntata di “Annozero” in cui è stato trasmesso il documentario sui preti pedofili?
Mi è toccato vederla, con ciò contribuendo ad aumentarne l’audience e facendo, dunque, il gioco di chi l’ha voluta. I commentatori sono stati pressoché unanimi nel dichiarare la vittoria ai punti di monsignor Fisichella e di don Noto (il quale riceve per questo minacce via internet), ma il dibattito era squilibrato fin dalla coreografia: Fisichella e Di Noto hanno titolo per parlare di preti e pedofilia; lo stesso non può dirsi del vignettista Vauro, del matematico Odifreddi e del giornalista Travaglio.
Mi risulta che fosse stato invitato il sociologo Introvigne ma all’ultimo momento è stato escluso. Nel caso, mi chiedo, chi avrebbero invitato a fargli da contraltare, un comico? Una trasmissione inutile, alla fin fine. Di quelle che ci si rimette solo a parteciparvi.
L’enfatizzazione sui casi di pedofilia in seno alla Chiesa può essere interpretata anche come una reazione al successo del Family Day?
Indubbiamente è curioso che la traduzione in italiano e la immissione in internet di un documentario della BBC già vecchio di un anno siano avvenute esattamente il giorno dopo il Family Day. Come diceva Andreotti, a pensar male…
La scrittrice di gialli Agatha Christie era convinta che la televisione, facendo entrare nelle case immagini di violenza e sesso, contribuisse a incrementare la violenza e l'egoismo nella società. Karl Popper definiva la tv «cattiva maestra». Lei cosa ne pensa?
Citazione per citazione, ne ricorderò una del maggiore sociologo della televisione, unanimemente riconosciuto tale, Marshall McLuhan, che non a caso era cattolico. Dopo aver passato la vita a studiare la televisione concluse che «il mezzo è il messaggio», perciò consigliava di «staccare la spina».
Perché lei si definisce «Kattolico», col «K»?
Ma no, è un divertissement. Sono stato, anche se per breve tempo, un sessantottino e ricordo che in quegli anni i muri erano pieni di Kossiga, PS=SS e Craxi scritto con la svastica al posto della “x”. “Il cattolico” è solo il titolo provocatorio della mia rubrica sul mensile Il Timone. È un modo per far intendere al lettore (giacché si tratta di una rivista di apologetica) che troverà opinioni esposte in modo deciso.
Il relativismo (religioso, etico) è un fenomeno mondiale. In Italia è più o meno forte rispetto ad altri Paesi?
Ci stiamo velocemente adeguando agli standard più “avanzati”, complice anche certo clero che, quando sente le parole d’ordine “poveri”, “pace”, “dialogo”, “solidarietà”, “tolleranza” non capisce più niente. E l’Italia è piena di preti.
I media e alcuni ambienti politici, in nome del “politically correct”, si sforzano di dar spazio e voce alle altre religioni, Islam in primis, ma quando la Chiesa Cattolica esprime il suo pensiero si addita lo spettro dell’Inquisizione. Come spiega questa contraddizione?
Bisognerebbe chiederlo a un esorcista.
Una delle “emergenze” italiane riguarda l’educazione e l’istruzione. Lei ha scritto un libro dal titolo provocatorio: Fregati dalla scuola. Cosa significa?
Ne ho scritto anche un altro ben più corposo: L’ombra sinistra della scuola. Per “scuola” intendo la scuola pubblica, naturalmente, quella di Stato, dove sono finiti a lavorare tutti i sessantottini frustrati e i loro figli. Vi si insegna ormai l’esatto contrario della tanto decantata “coscienza critica” ed è diventata il luogo della induzione coatta al più vieto conformismo.
Una scuola di Stato, per funzionare, deve avere “a monte” (come si diceva nella langue de bois sessantottarda) un regime politico con le idee chiare. Le uniche riforme scolastiche che funzionarono, infatti, furono quella imposta dai liberali ottocenteschi all’indomani dell’Unità e quella fascista. Quest’ultima, la gentiliana per intenderci, rimase praticamente intatta fino al 1968.
In quell’anno cominciarono a mettere piede nella scuola le forze marxiste ma non riuscirono mai a impadronirsene completamente. Per questo essa divenne lo specchio del “pluralismo” ideologico che imperversava in parlamento, nelle piazze e in tivù. Ma il pluralismo ideologico applicato alla scuola significa confusione e caos.
I liberali ottocenteschi erano convinti di possedere una verità e la inculcavano a scuola. Lo stesso i fascisti. Una scuola espressione di una “verità” unica è, certo, discutibile, ma ha il vantaggio dell’efficacia. Quando la scuola non trasmette alcuna verità ma solo una panoplia di opinioni, allora non può non formare allievi scettici. Dallo scetticismo al nichilismo il passo è breve.
Ormai, ritengo che l’unica salvezza per la scuola stia nella sua abolizione come ministero. Scuola libera, dunque, così che ognuno possa scegliere tra le “offerte educative” presenti sul mercato. In tal modo tutti finirebbero per indirizzarsi verso le scuole migliori (cioè, le più serie e rigorose). Ma non invento nulla: è il modello americano. Se gli USA sono il Paese più potente e invidiato del mondo ci sarà pure un motivo…
Alle elezioni politiche del 2006 il Centrosinistra aveva vinto di misura, alle amministrative di quest’anno ha subito una sonora bocciatura. Quale futuro prevede per Prodi e per i suoi alleati?
Mah, non sono un politologo, dunque non ho le idee molto chiare. A occhio, comunque, credo che dureranno. Hanno i cosiddetti poteri forti dalla loro, le grandi imprese e banche, la stampa, i media, i sindacati, perfino una bella fetta dei vescovi…
Tra i suoi numerosi libri c’è quello su San Riccardo Pampuri. Ci può presentare brevemente la figura di questo santo?
Per quanto riguarda Pampuri, è uno dei tre medici del XX secolo canonizzati dalla Chiesa. Morì a trentatre anni come religioso dei Fatebenefratelli ma aveva fatto in tempo a meritare una medaglia al valore nella Grande Guerra. Eroismo cristiano, il suo, davvero esemplare. Non ecatombi di nemici uccisi o stampelle lanciate con odio oltre la trincea, bensì il recupero, da solo, di un intero ospedale da campo e il suo trasporto sotto le cannonate e la pioggia battente. Ci si prese quella pleurite che poi l’avrebbe mandato all’altro mondo.
Si tenga presente che erano i giorni di Caporetto, quando tutti scappavano. Lui non si fece prendere dal panico e, anziché pensare a se stesso, pensò a tutti i feriti che senza quel materiale sanitario sarebbero morti tra atroci tormenti.
Ecco l’eroe cristiano. Tutti gli altri avevano badato alla pelle, abbandonando tutto, anche le medicine per i feriti e i malati. Eroe due volte, perché i cattolici erano stati contrari a quella guerra insensata. Ma, quando il governo chiamò, fecero il loro dovere di italiani. Pampuri è oggi un santo molto prolifico di miracoli, e il suo santuario è affollato di giovani.
Una nuova edizione di questo libro, che a suo tempo uscì per Mondadori con la prefazione di don Giussani, l’ho completamente riscritta per Piemme e la presenterò al Meeting di Rimini. Ma premetto che sto pensando seriamente di dedicarmi alla narrativa. Infatti, a mio avviso mancano narratori “cattolici” capaci di avvincere e non annoiare. Vedremo come andrà la mia ultima fatica, il thriller Immortale odium (Rizzoli) che è ambientato nell’epoca dello scontro tra Chiesa e Massoneria. (www.radicicristiane.it)