Nonostante vigorose proteste degli attivisti pro-diritti umani, il Presidente Kurmanbek Bakiev ha firmato nei giorni scorsi la nuova restrittiva legge sull’attività dei gruppi religiosi, approvata dal parlamento il 6 novembre nonostante le critiche dell’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (Ocse).
La nuova legge ammette solo le organizzazioni religiose con almeno 200 iscritti (prima ne bastavano 10), inibisce la partecipazione dei bambini e vieta «azioni aggressive finalizzate al proselitismo» compresa la distribuzione di materiale religioso in luoghi pubblici e scuole. Inoltre i gruppi religiosi già riconosciuti dovranno registrarsi di nuovo, cosa che costringerà le piccole comunità con meno di 200 fedeli locali a diventare illegali e “clandestine”.
Tursunbek Akun, Ombudsman locale per i Diritti umani, commenta all’agenzia Forum 18 che “la legge non rispetta gli standard internazionali sui diritti umani”, “impone una serie di restrizioni che ostacoleranno molto i piccoli gruppi religiosi”.
(RC n. 42 - Marzo 2009)