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Radici Cristiane n. 74 - Maggio
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MISSIONI: diminuiscono le vocazioni missionarie


Fonte: Zenit
Il noto missionario padre Piero Gheddo sull’agenzia internazionale on-line Zenit, ha scritto che le vocazioni missionarie in Italia sono molto diminuite, e ciò è avvenuto negli ultimi 20-30 anni. «(…) mi vengono due dubbi. Primo. Nelle comunità missionarie in Italia (non parlo delle missioni dove la situazione è molto diversa) si vive ancora con passione lo spirito missionario? Lo si trasmette agli altri con la vita e la parola?  (…) Gli istituti missionari trasmettono ancora, in Italia, il fascino e la radicalità evangelica della missione alle genti? Trasmettono ancora l’amore e la passione per Cristo e per la Chiesa, senza i quali la missione alle genti non ha più significato? Secondo. Perché, sempre in Italia, gli istituti missionari non lanciano più appelli vocazionali alle famiglie, ai giovani; perché non fanno più campagne, convegni, manifestazioni, non lanciano slogan per sensibilizzare il popolo di Dio e gli amici delle missioni sulle vocazioni missionarie?».

Poi padre Gheddo entra nel vivo del problema: «Apro le riviste missionarie e difficilmente trovo qualche articolo su questa tema; vedo i volumi pubblicati dalla Emi (Editrice missionaria italiana che ho contribuito a fondare nel 1955), che sono tanti e positivi, ma quanti dedicati alla missione alle genti e alle vocazioni missionarie? Gli istituti missionari lamentano la diminuzione del loro personale italiano, ma quando mai in tutti i loro comunicati, riviste, congressi, iniziative di animazione missionaria, approfondiscono e spiegano perché l’urgenza della missione alle genti, o lanciano appelli ai giovani affinché si facciano missionari?  Diverse volte l’anno gli organismi unitari degli istituti missionari, ad esempio la Cimi (Conferenza istituti missionari italiani), la Fesmi (Federazione stampa missionaria italiana), il Suam (Segretariato unitario animazione missionaria) sono presenti sulla stampa nazionale con comunicati su temi che con la missione alle genti c’entrano poco o nulla: contro il debito estero, la privatizzazione dell’acqua, la produzione delle armi, per l’aumento degli aiuti allo sviluppo, in difesa dei lavoratori terzomondiali clandestini in Italia e via dicendo. Tutti temi in sé sacrosanti, ma perché non protestiamo contro gli aborti, i divorzi e le separazioni che sono alla radice della decadenza delle famiglie e delle scarse vocazioni sacerdotali e missionarie?  Comunque, le vocazioni missionarie non sono mai ricordate, non esistono!
 
Non ricordo che negli ultimi tempi si sia trovato il modo di portare in modo vigoroso alla ribalta l’appello ai giovani di donare la propria vita a Cristo e alla missione fra i non cristiani. Tutto questo è solo la punta dell’iceberg. Diciamoci la verità. La missione alle genti, gli istituti e la vocazione missionaria sono quasi scomparsi dall’orizzonte dei mass media, dell’opinione pubblica e, sia pur esagerando, della Chiesa italiana. Come facciamo poi a lamentarci perché pochi giovani e ragazze scelgono la nostra via per servire il Regno di Dio, quando noi missionari stessi diamo l’impressione di considerarla poco importante e quasi marginale nella vita della Chiesa e del mondo d’oggi?”
(RC n. 52 - Febb/Marzo 2010)