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Radici Cristiane n. 71 - Gennaio
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E' uscito il numero 71 di Gennaio

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GRAN BRETAGNA: molte le adolescenti inglesi che abortiscono anche pił volte in un anno


Fonte: Il Foglio

L’anno scorso 5.000 ragazze inglesi al di sotto dei 20 anni hanno abortito, e per tutte quante era almeno la seconda volta. Sempre in Gran Bretagna fra le donne di età compresa tra i 20 e i 24 anni le cosiddette “recidive”, come si chiamano in gergo statistico, sono state più di 15.000. Queste sono alcune delle cifre snocciolate questa settimana dal dipartimento della Sanità in risposta a un’interrogazione parlamentare del ministro ombra della Salute, la conservatrice Anne Milton. La quale, dopo aver letto a novembre che la Gran Bretagna è al primo posto in Europa per aborti, soprattutto fra le più giovani, ha chiesto al governo di entrare nel dettaglio.

Sono più di 62.000 le donne che nel 2008 hanno interrotto una gravidanza almeno per la seconda volta nella loro vita, ben un terzo del numero totale degli aborti. La maggior parte di loro (oltre 46.000) erano single di tutte le età e altre 9.500 erano sposate, cui si aggiungono le oltre 6.000 di cui non si conosce lo stato civile. Stando alle statistiche del sistema sanitario nazionale, in 3.800 lo avevano già fatto almeno altre quattro volte.

«È ampiamente dimostrato – ha commentato Milton – che abortire danneggia la salute mentale della donna. Come è possibile che non siamo in grado di ridurre il numero delle ragazze giovani che non soltanto mettono fine a una gravidanza indesiderata, ma che oltretutto tornano e lo fanno di nuovo?». Nonostante le campagne martellanti sulla contraccezione, le ragazzine inglesi continuano a restare incinte e ad abortire. «Questi numeri dimostrano che i tentativi di dare ai giovani più contraccettivi per cercare di ridurre le gravidanze indesiderate – ha detto il direttore del gruppo British Right to Life, Phyllis Bowman – porta soltanto ad avere sempre più aborti. Le ragazzine sono più pronte a far sesso perché sanno che possono sempre abortire».

Oggi in Gran Bretagna finisce così metà delle gravidanze delle teenager. A giugno il Ministero della Sanità ha reso noto che, fra il 2005 e il 2008, hanno abortito 450 bambine con meno di 14 anni e 23 non avevano ancora compiuto dodici anni. Stando ai dati dell’Eurostat, nel 2007 l’Inghilterra non soltanto si è piazzata prima in Europa per numero di aborti e sesta nel mondo (dopo Cina, Russia, Stati Uniti e Giappone), ma ha guadagnato il primato assoluto anche negli aborti fra adolescenti. Non convinto che queste cifre siano già sufficienti a decretare il fallimento di un programma nazionale che puntava a dimezzare le gravidanze fra adolescenti entro l’anno prossimo, costato già più di 300 milioni di sterline, il governo britannico va avanti con il suo piano di battaglia, quella Teenage Pregnancy Strategy (che i pro life locali hanno ribattezzato Teenage Abortion Strategy). Dopo spot cruenti per scoraggiare le gravidanze al liceo e quintali di pillole e preservativi distribuiti, ha riposto ogni speranza nel programma di indottrinamento sessuale scolastico al quale dal 2011 tutti i bambini dovranno essere sottoposti a partire dai cinque anni. (Il Foglio)

 

Anne Milton o rgazze inglesi (cerca: english o british girls)

 

 

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PAKISTAN: I cristiani vivono di nascosto il Natale per paura di nuove persecuzioni

Un Natale silenzioso è quello che si apprestano a vivere i cristiani in Pakistan. Un Natale all’insegna del “basso profilo”, senza luci o decorazioni esteriori. La comunità è ancora scossa dagli attacchi ai villaggi di Koriyan e Gojra, della scorsa estate, la guerra dell’esercito ai fondamentalisti ha scatenato una nuova ondata di attentati e il timore di nuove violenze resta alto.

Mons. Lawrence John Saldanha, arcivescovo di Lahore e presidente della Conferenza Episcopale Pakistana, conferma che il 2009 sarà un «Natale silenzioso», una ricorrenza a carattere «familiare», perché la situazione nel Paese è «molto brutta». In passato scuole e parrocchie organizzavano recite, canti, momenti di incontro legati alla festività. Quest’anno, conferma il prelato, molti «hanno già cancellato gli appuntamenti in calendario» e non vi saranno nemmeno «le decorazioni» all’esterno di case ed edifici. «Non si avverte – aggiunge mons. Saldanha – un’atmosfera di gioia, non c’è felicità perché le persone hanno paura e sono sconvolte dalla situazione del Paese». Egli precisa però che le funzioni liturgiche e la messa di mezzanotte si terranno «come fatto normalmente in passato» e non teme «un calo nel numero dei partecipanti» perché «la loro fede è salda».

Gli attacchi a interi villaggi e gli omicidi extragiudiziali, perpetrati in nome della legge sulla blasfemia, hanno alimentato le paure e i timori della comunità cristiana. Tuttavia, dal Pakistan arrivano piccoli segnali di speranza per un cambiamento. La Commissione di inchiesta sugli incidenti di Gojra – un villaggio assaltato, case incendiate, 8 morti – guidata da un giudice dell’Alta Corte di Lahore, ha chiesto al governo di «prendere in seria considerazione l’incidente» e auspica una modifica della legge sulla blasfemia. Introdotta nel 1986 dal dittatore pakistano Zia-ul-Haq, essa prevede l’ergastolo e la pena di morte per chi profana il Corano o dissacra il nome di Maometto. (AsiaNews)

(RC n. 51 - Gennaio 2010)