I timori espressi dall’arcivescovo di Montevideo, Nicolás Cotugno Fanizzi, presidente della Commissione episcopale per la Famiglia, erano più che fondati. L’Uruguay si appresta a diventare il primo Paese dell’America Latina in cui viene consentito alle coppie omosessuali di adottare un bambino.
La Camera dei Deputati ha approvato il progetto di legge teso a modificare alcuni articoli del Codice dell’infanzia e dell’adolescenza riguardanti l’adozione. In particolare, come riferisce l’Agenzia Zenit, la Camera ha fatto passare la modifica che consente alle unioni di fatto – comprese quelle formate da persone dello stesso sesso, insieme da almeno quattro anni – di adottare un bambino. La misura è stata approvata con 40 voti favorevoli e 13 contrari, dopo una lunga sessione parlamentare.
Visto che il progetto ha subito alcuni cambiamenti rispetto al testo che era stato licenziato dal Senato il 15 luglio scorso, dovrà tornare a questa assemblea affinché le modifiche siano accettate o respinte. Anche se il “sì” definitivo sembra scontato. La legge, oltre a permettere l’adozione alle coppie conviventi (anche omosessuali), accelera l’iter burocratico e centralizza la funzione dell’Istituto del bambino e dell’adolescente dell’Uruguay.
Nel suo intervento, intitolato “È grave accettare l’adozione di bambini da parte di coppie omosessuali”, monsignor Cotugno Fanizzi sottolineava che questo «non è un tema religioso, filosofico o sociologico», riferendosi essenzialmente «al rispetto della stessa natura umana». Di conseguenza, accettare l’adozione dei bambini da parte di unioni omosessuali «è andare contro i diritti fondamentali dell’essere umano in quanto persona». Nel documento, l’arcivescovo ricorda che «non si rispetta l’interesse superiore del bambino quando ciò che si privilegia è l’interesse di chi adotta, poiché in questi casi si strumentalizza, si “cosifica” il piccolo in funzione del desiderio o del volere di altri e non si ascolta realmente ciò che a lui necessita». Secondo il presidente della Commissione episcopale per la famiglia, «l’adozione non è un’istituzione che può reggersi su criteri di convenienza politica». E propone una legge che «faciliti le formalità di adozione ai genitori naturali», visto che ci sono molte famiglie naturali «nelle condizioni di adottare». È per loro che «deve essere trovata una soluzione».
Riconoscere legalmente le unioni omosessuali o equipararle al matrimonio significa, per il presule, «non solo approvare un comportamento deviato e convertirlo in un modello per la società attuale, ma anche offuscare valori fondamentali che appartengono al patrimonio comune dell’umanità». «Non può costituire una vera famiglia il vincolo di due uomini o di due donne, e ancora meno si può a questa unione attribuire il diritto di adottare bambini privi di famiglia».