«Il Vaticano – ha detto Blair – dovrebbe ripensare la propria posizione nei confronti degli omosessuali e abbandonare le posizioni trincerate, mentre il mondo – e con esso i fedeli stessi – si evolve». Il problema – secondo Blair – è che il Papa (82 anni) è troppo vecchio. Quando gli è stato chiesto un commento sulla definizione di omosessualità elaborata da Benedetto XVI nel 1986 (“una tendenza intrinseca al male morale”), l’ex premier britannico ha risposto: «Su questo punto c’è un’enorme differenza generazionale. Abbiamo bisogno di un’attitudine mentale per cui i ripensamenti e il concetto di evoluzione delle disposizioni individuali facciano parte dell’approccio alla fede religiosa».
La domanda è: perché tanta solerzia a favore di una causa che non gli è mai stata propria? Forse si aspetta di essere chiamato a parlare a un dibattito sull’omosessualità e ricevere un altro compenso da capogiro dopo i 200.000 euro guadagnati al convegno “Il leader come costruttore di nazioni durante la globalizzazione” nelle Filippine? O forse ancora ha maturato dentro di sé un’altra conversione (due anni fa, quando la lasciato la guida del Regno Unito, ha abbandonato la Chiesa anglicana per diventare cattolico) e si sta preparando il terreno per poter fare la comunione anche dopo l’outing?
(RC n. 45 - Giugno 2009)