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Radici Cristiane n. 74 - Maggio
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Identità dissolta. Il Cristianesimo lingua madre dell'Europa

Rino Fisichella - Mondadori, Milano 2009, pp. 136, € 17


Il mancato riconoscimento delle comuni radici cristiane dei popoli europei può condurre alla disgregazione della stessa Unione, proprio mentre la crisi di valori rende più urgente un’alleanza a tutto campo per dare un futuro ai giovani e a tutto il Continente. Questo il nucleo dell’ultimo libro di mons. Rino Fisichella – rettore dell’Università Lateranense e presidente della Pontificia Accademia della Vita – presentato il 21 aprile 2009 alla presenza del ministro della Cultura Sandro Bondi e del segretario generale dell’Arel (Agenzia di Ricerche e Legislazione) Enrico Letta.

Mons. Fisichella spiega come ci sia stato un tempo «in cui l’identità dei popoli che costituivano l’attuale Unione Europea era evidente, chiara e subito riconoscibile»: un’identità nata dai pellegrini cristiani, come osservò Wolfgang Goethe, i quali, viaggiando per pregare, scambiavano anche conoscenze tecniche, usi, idee. «Oggi non è più così. Negli ultimi decenni si è creata progressivamente una condizione di dissolvimento di questa identità, che appare drammatica in quanto a essere in gioco è la sorte delle giovani generazioni».

Soffocata dall’edonismo, dalla tecnolatria e da un crescente individualismo, l’identità secolare «si è sciolta come neve al sole». E la stessa Unione Europea, negando le sue radici cristiane, rischia di rimanere senza radici tout court e di smarrire il senso della sua sopravvivenza. Soprattutto le ultime generazioni, ammonisce il rettore della Lateranense, rischiano di perdere i riferimenti necessari per esprimere appieno un ideale di libertà vera, fatta di rispetto per la vita, dignità della persona, responsabilità e senso critico. Riferimenti che vengono in primis dalla religione, ma pure da un dialogo costante tra credenti e laici.

Mons. Fisichella nega di essere un pessimista e propone un confronto aperto e senza pregiudizi sui temi etici e i beni indisponibili, nonché una «alleanza formativa» tra famiglia, istituzioni civili e comunità cristiana finalizzata alla trasmissione della tradizione. Urge però – conclude – un chiarimento previo sul senso di concetti come “vita”, “dignità della persona”, “libertà”, “ragione”,  “laicità”, “integrazione”. E accettare che «la formazione deve accogliere in sé l’istanza religiosa», principale garanzia dei valori fondanti dell'Europa. (Emanuele Gagliardi)

(RC n. 45 - Giugno 2009)