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Radici Cristiane n. 74 - Maggio
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Il protagonista della storia

JOSÉ MIGUEL GARCÍA - Rizzoli, Milano 2008, pp. 455, € 11.00


Il Cristianesimo è sotto attacco. Dal punto di vista materiale (si vedano le persecuzioni in Oriente e in Africa), politico (si vedano le legislazioni europee – nonché le decisioni della Corte di Cassazione italiana) e culturale. In quest’ultimo caso l’offensiva non avviene soltanto attraverso il superamento di fatto, nella vita quotidiana, dei principi religiosi, ma anche per mezzo del tentativo, molto più subdolo, di “interpretare” in senso laicistico il Cristianesimo, riducendolo a mero fatto storico e spogliandolo di ogni elemento soprannaturale.


Insomma, la religione di Cristo sarebbe stata – a prescindere dalla reale esistenza del suo preteso fondatore – un instrumentum regni scelto da Costantino per assicurare le sorti del traballante Impero Romano. Le scientificamente discutibili “inchieste” di Augias, ad esempio, cercano di individuare nell’origine del Cristianesimo altri filoni che non la predicazione di Gesù; filoni e gruppi religiosi (primo fra tutti quello degli onnipresenti esseni, che sembrano avere per i primi secoli della nostra era il ruolo che certa “storiografia” ha assegnato ai Templari per il Medioevo) che sarebbero stati “schiacciati” dall’interpretazione (ovviamente fuorviante) della Chiesa. A fare chiarezza su delicate questioni storiche come i Vangeli apocrifi, le differenti comunità cristiane, le controversie con il giudaismo, i rapporti con l’Impero e via enumerando, interviene il denso saggio del biblista José Miguel Garcìa, che focalizza la propria attenzione sul I secolo d.C. e ripercorre con attenzione le fasi della nascita della nuova religione.


 Scritto da un credente “per credenti e non credenti”, il saggio rielabora le lezioni universitarie di J.M. Garcìa (che tra l’altro è direttore della Cattedra di Teologia presso l’Università Complutense di Madrid): il lavoro riesce quindi a fondere rigore scientifico e comprensibilità, analisi delle fonti pagane e di quelle cristiane, sempre però partendo dal presupposto della realtà di Cristo, della Sua divinità, del Suo insegnamento raccolto ed interpretato dalla Chiesa.


Un buon antidoto, quindi, per chi è rimasto affascinato dalle teorie riportate da divulgatori in stile Augias, secondo cui il vero fondatore della Chiesa sarebbe San Paolo, “inventore” di una religione elaborata quasi alchemicamente fondendo elementi provenienti da varie credenze (dal culto di Iside a quello di Mitra – che, giova ricordarlo, giungono nel mondo romano con ritardo rispetto al cristianesimo). «L’identità della comunità cristiana non nasce dalla combinazione di circostanze sociali e politiche, bensì dall’incontro con Gesù. […] E ciò che caratterizza il cristiano è soprattutto l’appartenenza a quella realtà umana generata dal mistero della presenza di Gesù in essa, che viene chiamata Chiesa».

(RC n. 41 - Gen/Feb 2009)