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Radici Cristiane n. 93 - Aprile
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Il vero potere del Vaticano

Jean-Michel Meurice - San Paolo, Milano 2011, pp. 187, € 16


«Quante divisioni possiede il Papa?» si domandava ironicamente Stalin, certo di poter schiacciare l’avversario che invece avrebbe fatto crollare quel mondo sovietico che né le armate di Hitler né la guerra fredda degli USA avevano piegato. Come ha potuto un piccolo Stato come il Vaticano mettersi allo stesso livello di colossi come il Terzo Reich e come l’URSS? La storia della politica estera vaticana nei confronti dei totalitarismi europei viene affrontata in questo volume che non è un usuale saggio storico: Jean-Michel Meurice, infatti, non è uno storico, bensì il fondatore del canale televisivo franco-tedesco Arte, specializzato in produzioni di alta cultura e questo libro altro non è che la trascrizione di un documentario consistente in varie interviste realizzate incontrando soprattutto uomini di Chiesa appartenenti alla diplomazia vaticana.

A ricostruire le vicende dei rapporti tra Papato e regimi dittatoriali intervengono, tra gli altri, sette cardinali (tra cui Sodano, Silvestrini, Tauran ed Etchegaray), diplomatici e storici come il gesuita Peter Gumpel (relatore della causa di beatificazione di Pio XII): insomma, testimoni o studiosi degli argomenti trattati. Di conseguenza la ricostruzione storica, se da un lato perde dal punto di vista della sistematicità, dall’altro acquista grandemente dal punto di vista della narrazione, in cui ricordi personali o familiari si affiancano agli studi compiuti.

Di particolare interesse il capitolo dedicato al rapporto con il nazionalsocialismo, che tra l’altro evidenzia come sia una menzogna il cosiddetto “silenzio” di Pio XII.
Il capitolo dedicato al Terzo Reich, pur nella sua forma divulgativa, è quello meglio costruito, mentre l’argomento dei rapporti con l’URSS, forse per le relativamente poche pagine a disposizione, risulta un po’ compresso, anche perché a fianco dei rapporti con il comunismo russo si trattano anche quelli con la dittatura cinese. Comunque ne risulta un testo di agile lettura – e non poeta essere altrimenti, visto il taglio scelto dall’autore – che mostra quale sia stato il ruolo attivo della Chiesa e della sua diplomazia per sollevare le popolazioni (non solamente quelle di fede cristiana) dal giogo delle peggiori dittature del XX secolo. Un lavoro che deve continuare visto che il male peggiore, il comunismo, non è stato ancora debellato.
(RC n. 73 - Aprile 2012)