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Radici Cristiane n. 74 - Maggio
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Per una civiltà cristiana nel terzo millennio

GIOVANNI CANTONI - sUGARCO, mILANO 2008, pp. 261, € 18,50


In questo 40° del maggio ’68 spicca il libro di Giovanni Cantoni, dal titolo Per una civiltà cristiana nel terzo millennio. Lo stesso autore spiega il senso dell’opera: «Mentre l’Occidente vive l’ormai plurisecolare agonia della Cristianità (...) la stessa Modernità va dissolvendosi: con il malato viene morendo anche il virus che lo sta uccidendo. Di fronte all’ambigua postmodernità (...) si può immaginare una Cristianità Nuova nel terzo millennio?». 
La risposta di Cantoni è ovviamente affermativa. L’opera raccoglie ben ventiquattro articoli del noto pensatore cattolico piacentino, che è fondatore e reggente nazionale di Alleanza Cattolica, nonché direttore della rivista Cristianità.


La prima fonte alla quale Giovanni Cantoni attinge – e non poteva essere diversamente – è la parola del Magistero pontificio e, concretamente, il richiamo alla “nuova evangelizzazione”.
Una seconda fonte è la grande tradizione europea, la “coscienza della Magna Europa”, che non è altro che la Civiltà cristiana come concretamente essa è esistita, dalla conversione dell’Impero Romano alla formazione del Medioevo. Dall’11 settembre 2001, cioè dall’attentato alle Torri Gemelle, questa Cristianità si trova ad affrontare una sfida che un analista ha qualificato come Quarta Guerra Mondiale.


In Cantoni troviamo, altresì, una prospettiva di analisi originale. Egli esplora non solo la grande tradizione europea, ma anche una realtà non solitamente pressa in considerazione dagli analisti europei, eppure ricchissima di contenuti: il pensiero contro-rivoluzionario latinoamericano, rappresentato da personaggi come Plinio Corrêa de Oliveria e Nicolás Gómez Dávila.


Il libro di Giovanni Cantoni chiude con uno studio sul “Contributo di Corrêa de Oliveira allo sviluppo del pensiero e dell’azione contro-rivoluzionari”. In esso l’autore si concentra su «un aspetto di novità, forse il principale aspetto di novità» del leader brasiliano: l’analisi della dimensione “tendenziale” della Rivoluzione, cioè del ruolo degli ambienti e delle “piccole realtà” nella formazione delle mentalità e, quindi, della società.

(RC n. 36 - Luglio 2008)