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Radici Cristiane n. 93 - Aprile
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Il mistero del male e i castighi di Dio

Roberto de Mattei - Fede&Cultura, Verona 2011, pp. 94, € 10


Un secolo fa la rivista dei gesuiti “La Civiltà Cattolica”, a proposito del disastroso terremoto di Messina, parlò di «augusta imperscrutabilità dei giudizi di Dio», considerando le catastrofi naturali come facenti parte di un disegno provvidenziale, un invito a ravvedersi. Nel marzo del 2011 Roberto de Mattei, rivolgendosi agli ascoltatori di Radio Maria, si rifece alle considerazioni sulla “provvidenzialità del male”, scatenando una serie di polemiche da parte di chi aspettava da tempo una sua esternazione non “politicamente corretta” per scalzarlo dalla vicepresidenza del CNR. Quando lo studioso replicò che si era attenuto alla dottrina tradizionale della Chiesa, non mancò chi, anche nel mondo cattolico, si schierò contro le sue affermazioni (ad esempio il quotidiano Avvenire e la stessa rivista “La Civiltà Cattolica”, contraddicendo se stessa).

Infatti, se sulle cause naturali del terremoto è lecito cambiare idea (e proprio la “Civiltà Cattolica” nel 1887 aveva pubblicato un approfondito saggio in cui attribuiva la causa del movimento tellurico «all’improvviso squilibrio elettrico tra l’atmosfera e la terra»), quando si parla di questioni teologiche e sulla causa e fine del Male non si può pensare (a meno di non essere modernisti dichiarati) a una “evoluzione” dei dogmi: quindi, quanto affermato un secolo fa a proposito del terremoto che distrusse Messina è valido ancor oggi e nulla ha a che fare con le supposizioni circa lo “squilibrio elettrico”, gli influssi della luna o le correnti di venti in caverne sotterranee.

Il caso è ricostruito da questo istant-book della casa editrice Fede&Cultura, che ha raccolto non solo gli interventi di Roberto de Mattei a Radio Maria, ma anche una serie di articoli di autorevoli esponenti della cultura (padre Serafino M. Lanzetta F.I., mons. Antonio Livi, Corrado Gnerre, padre Giovanni Cavalcoli O.P., Cristina Siccardi) che approfondiscono un punto centrale della teologia e della filosofia cristiana della storia. Il Male, infatti, nella prospettiva cristiana non può essere considerato come una “distrazione di Dio”, ma deve essere necessariamente inserito in una prospettiva provvidenziale che a noi, sul breve periodo (anche di secoli) sfugge, ma che ha una ragione nella mente (imperscrutabile, appunto) di Dio.
(RC n. 72 - Febb/Marzo 2012)