
Dopo la frantumazione della modernità, la storiografia contemporanea non sembra disposta a rivederne le origini culturali, ostinandosi in un culto acritico dell’Illuminismo. Questo libro è una presentazione, sintetica ed efficace, dell’Illuminismo come epoca storica e come categoria concettuale, per arrivare ad una comprensione in profondità del fenomeno che squarcia il velo di tanti miti e luoghi comuni. Ma non solo. Questo libro evidenzia anche le contraddizioni insite nella filosofia dei lumi, prima fra tutte la sua pretesa antropocentrica (secondo cui la ragione dell’individuo è il fondamento immanente del reale) che si rovescia in un itinerario di auto-distruzione dell’uomo. D’altronde le contraddizioni sono esiti inevitabili di tutte le utopie… e l’Illuminismo è stato, nella sua essenza, una grande utopia.
Corrado Gnerre, che insegna Storia del pensiero politico e Antropologia filosofica all’Università Europea di Roma e che per la stessa editrice ha già pubblicato Le radici dell’utopia, L’unicità del Cristianesimo e Dio è cattolico, affronta in questa sua ultima fatica l’ideologia filosofica che è alla base della grande trasformazione rivoluzionaria dei tempi moderni. Parte chiedendosi quale sia la reale, intima essenza di questa posizione filosofica e trova una risposta in un trionfo della ragione che passa necessariamente attraverso la venerazione della scienza e l’antropologia materialista; il trionfo razionalistico non si sposa – come sostiene invece Benedetto XVI – con
Naturali conseguenze di queste posizioni sono l’ottimismo utopico che va a braccetto con il rifiuto della religione, la conseguente “divinizzazione” dell’uomo e la necessità di “uccidere” Dio. Di qui alla distruzione sistematica della logica, della reale natura umana, della speranza e della felicità il passo è breve. Si giunge a una delirante tanatofilia: non è un caso, infatti, che