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Radici Cristiane n. 74 - Maggio
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Perchè la Turchia non può entrare nell'Unione europea

Alexandre del Valle - Guerini e Associati, Milano 2009, pp. 238, € 22,50


“Meglio avere la Turchia dalla nostra parte piuttosto che contro”. “La Turchia nell’UE permetterebbe di evitare uno scontro di civiltà tra Islam e Occidente”. “Si deve premiare la laicità della Turchia facendola entrare in Europa”. “Servirebbe da scudo contro i governi fondamentalisti islamici”. “Costituirebbe una opportunità di svecchiare demograficamente l’Europa”. “Sarebbe un’importante occasione di avvicinarci ai Paesi arabi”.
“Dimostrerebbe che l’Europa non è un ‘club cristiano’”. Sono queste le ricorrenti giustificazioni a quello che appare come il più grande errore geo-politico che il vecchio continente rischia di compiere e lo studioso italo-francese Alexandre del Valle, esperto conoscitore della situazione turca, le smonta una per una. Il problema è che queste affermazione sono purtroppo quotidianamente ripetute da uomini politici e opinionisti nostrani – difficilmente si troverebbero, invece, in bocca a persone comuni, che ripetono piuttosto il vecchio, ma sempre valido adagio “Mamma li Turchi!” con cui si compendia l’opposizione popolare all’ingresso in Europa di una comunità che non ha nessuna voglia di integrarsi.

Falsamente laica (come ricorda Roberto de Mattei nella sua prefazione al volume) la Turchia è il Paese in cui si costruiscono più moschee e in cui la pretesa svolta kemalista è stata ormai superata dall’avvento al potere dei nuovi partiti di ispirazione islamica. Allora perché persiste una strana indulgenza da parte dell’Unione Europea nei confronti della Turchia, nonostante il modo “prussiano” con cui questa pretende la sua ammissione? I turchi infatti non usano la political correctness tipica dei diplomatici europei e, per fortuna, non la usa neppure Del Valle: così ci espone, con la crudezza necessaria per risvegliare molti dal loro torpore, quali siano i pericoli che sovrastano il destino della nostra civiltà e delle generazioni future.

Il volume si avvale di un interessante glossario che aiuta ad orientarsi in particolar modo distinguendo la galassia delle varie etnie turche e delle confessioni islamiche. A proposito, sapevate che in caso di ammissione della Turchia nella UE, non soltanto i 61 milioni di cittadini turchi, ma anche 85 milioni di turcofoni – Azeri, Kazaki, Uzbeki, etc., residenti nelle repubbliche dell’ex URSS, ma equiparati ai cittadini turchi dalla Costituzione di Ankara – godrebbero di pieni diritti?

(RC n. 48 - Ottobre 2009)