Non è facile discernere la reale portata che ha avuto in Portogallo la più importante apparizione mariana del secolo XX. Quando l’anno prossimo si commemorerà il 90° anniversario del fatto che ha segnato profondamente la vita nazionale portoghese e la storia della Chiesa, sicuramente gli specialisti cercheranno ancora altre interpretazioni.
Per l’importanza del messaggio e la sua relazione con i successivi avvenimenti, per l’espansione della devozione alla Madonna di Fatima e per il fenomeno spirituale soggiacente, per il portentoso Miracolo del Sole e, infine, per il sigillo dei Papi a questa rivelazione privata, tutto si carica di significato e simbolismo.
Proverò qui a tratteggiare alcune osservazioni che ho fatto fin da quando entrai in contatto con Fatima, 35 anni or sono.
L’indimenticabile prima impressione
Essendo nato in Brasile, figlio di portoghesi, lessi ripetutamente oltremare tutta la storia delle apparizioni. Quando nel 1971 feci il primo primo pellegrinaggio a Fatima e assistetti da un posto privilegiato allo svolgimento delle cerimonie del 13 maggio, sentii una forte presenza del soprannaturale e del sacro.
Provavo qualcosa che oltrepassava la mia intelligenza ma alla quale la fede aderiva pienamente; può sembrare ingenuo ma è così. Questa presenza visibile della grazia divina mi riusciva ancora più nitida al momento che si avviava la processione finale.
La miriade di fazzoletti bianchi che sventolavano nell’aria non molto forte, ma fredda e tagliente della Serra d’Aire, rivolti verso la statua della Madonna che tornava alla Cappellina delle Apparizioni, costituiva una scena di rara bellezza che non lasciava nessuno indifferente.
Fissai nella memoria questa immagine che tuttora permane con grande forza. Questa prima impressione, si sa, è quasi sempre unica, irripetibile, eterna. E io l’ho avuta interamente.
Un’atmosfera soprannaturale che non viene meno
Nelle decine di volte che sono tornato a Fatima, a piedi o in macchina, da solo o con accompagnatori, quella certezza del soprannaturale non si è oscurata nel mio spirito, anche se la Cova da Iria, la Cappellina delle Apparizioni e i dintorni si stanno trasformando con costruzioni di dubbio gusto.
Una simile atmosfera di soprannaturale e di silenzio che sussurra al cuore ho respirato nelle visite fatte alla Loca do Cabeço, luogo delle apparizioni dell’angelo del Portogallo nel 1916 preannuncianti quelle della Madonna, ricordandomi sempre di essere nel raggio dell’area benedetta di Fatima.
Fatima nella storia
Anche il contesto storico delle apparizioni del 1917 è molto singolare. La nazione portoghese gemeva sotto il peso di una feroce persecuzione di stampo giacobino e, come avviene quasi sempre nei periodi di crisi, la decadenza morale e religiosa andava a braccetto con la persecuzione. Da cui il senso delle parole di ammonimento della Madonna riferite dai pastorelli.
Nello stesso anno 1917 un rilevante avvenimento, accaduto nell’altro estremo del continente europeo, confermava in modo clamoroso la terza apparizione del 13 luglio 1917. La Russia, il Paese più esteso del pianeta, cadeva sotto i colpi della Rivoluzione di ottobre.
Una rivoluzione con nome e cognome, basata sulle costruzioni filosofiche di Marx e del suo Manifesto del 1848, e fatta a nome di un preteso proletariato: la Rivoluzione comunista.
La Madonna aveva detto: «… la Russia si convertirà e si avrà pace; diversamente, diffonderà i suoi errori nel mondo, promuovendo guerre e persecuzioni alla Chiesa».
Il risultato di quegli 80 anni di comunismo non avrebbe potuto essere più disastroso. Mai la storia aveva visto una tirannide così sanguinosa: le vittime in olocausto a questa sinistra ideologia ascendono, secondo autorevoli fonti, a oltre 150 milioni di morti! Eppoi la Madre di Dio aveva avvertito anche delle guerre mondiali che avrebbero desolato il XX secolo.
Santuario portoghese e universale
Fra le molte autorità ecclesiastiche che hanno onorato Fatima con la loro visita bisogna menzionare il Papa Paolo VI e per tre volte Giovanni Paolo II, ma anche Giovanni Paolo I e Benedetto XVI all’epoca del loro cardinalato.
Mi ricordo in modo speciale della visita del Cardinale Mindszenty. Perseguitato dal comunismo sovietico nella sua Ungheria, egli venne a Fatima nel 1973. Aveva vissuto in esilio nell’ambasciata americana di Budapest per ben 17 anni, fino all’anno prima. Il suo discorso in latino con voce ferma non lasciava dubbi di sorta: vi si trovava l’uomo che non aveva piegato le ginocchia, perché riteneva impossibile una conciliazione “fra Cristo e Belial”.
La devozione del popolo fedele alla Madonna di Fatima aumentò gradualmente e, a partire dal Miracolo del Sole, straripò dall’ambito locale a quello nazionale e via via raggiunse tutto il mondo. L’universalità di Fatima è oggi un dato di fatto.
Quando si avvicinano le date delle Apparizioni, è molto comune vedere per le strade che conducono a Fatima gruppi di pellegrini, più o meno numerosi, che vanno a piedi verso la Cova da Iria.
Il santuario riceve annualmente oltre 4 milioni di pellegrini. Non esiste praticamente in Portogallo chiesa che non abbia almeno una immagine della Madonna di Fatima. Nei crocevia di strade nazionali o comunali si vedono a migliaia edicole o piccoli santuari con la sua statua. Nella maggioranza dei focolai c’è una statuina, una stampa, una foto del santuario o comunque qualcosa che ricorda un pellegrinaggio a Fatima.
Così è venuta a nascere una simbiosi che si potrebbe esprimere in questo modo: Fatima è il Portogallo e il Portogallo è Fatima. O, citando molto a proposito un porporato portoghese, si può anche dire : «Non fu la Chiesa che ha imposto Fatima, è Fatima che si è imposta alla Chiesa».
Il ricordo di suor Lucia e della grande promessa
È ovvio che i molti frequentatori del santuario – pellegrini autentici, turisti religiosi, curiosi accidentali – sono attirati da motivi diversi. Tuttavia è sicuro che nessuno rimane in seguito indifferente alle apparizioni e a tutto ciò che riguarda gli straordinari avvenimenti di Fatima.
Per concludere cito due esempi recenti della grande vitalità del fenomeno spirituale di Fatima: l’omaggio nazionale tributato a febbraio 2005, prima al Monastero del Carmine a Coimbra e dopo nell’affollatissimo funerale di corpo presente nella nuova cattedrale della città, in occasione della morte di Suor Lucia, ultima veggente delle Apparizioni. Il tutto trasmesso al Paese dalle radio e televisioni e ampiamente ampliato sui giornali.
Altrettanto è accaduto quest’anno a febbraio nella solenne traslazione del corpo di Lucia dos Santos dal Carmelo di Coimbra alla Basilica di Fatima. E, nel novembre scorso, una processione a Lisbona con oltre 200.000 pellegrini in occasione del Congresso sulla Nuova Evangelizzazione, sotto il patrocinio della statua della Vergine di Fatima venuta apposta dal santuario.
La nazione portoghese e il mondo guardano la Madonna di Fatima come la “stella mattutina”, Colei che preannuncia l’aurora del compimento della sua promessa: “Infine il Mio Cuore Immacolato trionferà”.