Sembra altamente simbolico che il cuore della Germania sia costituito da una regione, l’Assia, al cui centro spicca la città di Fulda, sorta intorno al monastero benedettino di Fulda. L’Assia, che ha come capitale Wiesbaden e come città principale Francoforte sul Meno, il cuore economico della Germania, si è praticamente sviluppata intorno a questo centro monastico, vero fulcro della cultura religiosa tedesca.
Esso ha origine antichissime e risale per l’esattezza al 744, quando san Sturm, discepolo di san Bonifacio, vi fondò una delle piazzeforti volute da questi per riorganizzare la chiesa nei territori tedeschi, che nel contempo fungesse da punto di partenza per i missionari che accompagnavano le armate di Carlo Magno nella loro campagna politica e militare verso la Sassonia ancora pagana.
La storia di Fulda ricalca le vicende di molte abbazie medievali, che nacquero e si svilupparono come centro culturale, sociale e politico (e talvolta anche difensivo) ricevendo ingenti donazioni dalle famiglie nobili delle zone circostanti (ma non solo), i cui figli cadetti spesso entravano al suo interno come monaci.
Una delle prime figure di riferimento dell’abbazia fu il beato Carlomanno (707-754), figlio di Carlo Martello, già valente guerriero distintosi nelle campagne contro i Sassoni, il quale cedette i diritti di primogenitura al fratello minore Pipino il Breve, andando a vestire il saio a Montecassino. Il sostegno di un personaggio influente come Carlomanno – e successivamente quello della dinastia carolingia – fu molto importante per il successo dell’abbazia di Fulda, che divenne centro di attrazione per numerose famiglie nobili che gravitavano attorno alla corte di Carlo Magno.
San Sturm, che fu abate del monastero dal 747 al 779, era probabilmente imparentato con gli Agilolfingi, i Duchi di Baviera; ma importanti e costanti donazioni provennero dagli Etichonidi, una nobile famiglia dell’Alsazia, e dai Corradini, da cui derivarono gli Imperatori Salici del Sacro Romano Impero. Sotto San Sturm queste donazioni aiutarono l’abbazia a stabilire altre case a Johannesberg ed a Petersberg, presso Fulda.
Dovunque, l’abilità dei monaci nella coltivazione della terra rendeva produttivi i fondi ad essi affidati e i possedimenti dell’abbazia si estendevano anche oltre la propria regione, raggiungendo territori limitrofi come la Svevia, la Lorena, la Turingia, la Sassonia e la Baviera; nella stessa Roma le chiesa di Sant’Andrea dipendeva da Fulda.
San Bonifacio, “Apostolo della Germania”
Che la situazione nelle terre orientali dell’Europa fosse tutt’altro che tranquilla è testimoniato dal martirio di san Bonifacio: era in Frisia per il suo ultimo viaggio missionario, quando il 5 giugno 754 fu ucciso insieme con cinquantadue compagni. Le sue reliquie vennero trasportate proprio nell’amata abbazia di Fulda e da allora sono considerate tra le più importanti per la nazione tedesca.
Intorno all’Apostolo della Germania, la cui festa ricorre il 5 giugno, si sviluppò il maestoso edificio della basilica, che sostituì una costruzione paleocristiana del IV secolo prendendo a modello l’antica basilica di San Pietro in Vaticano o, secondo altre fonti, l’abbazia di Montecassino, dove san Sturm aveva soggiornato: l’edificio, seguendo i due esempi citati, consisteva di un corpo longitudinale di tre navate con una copertura lignea a capriate.
La novità principale fu la presenza di un secondo abside contrapposto a quello principale: una sorta di cappella in cui erano conservate le reliquie di san Bonifacio. Attualmente la cripta ed il rimanente dell’originaria abbazia continuano a conservare le reliquie, ma la chiesa venne completamente ricostruita in epoca barocca. Vicino ad essa resiste, ultimo retaggio medieevale, una piccola cappella risalente al IX secolo: in essa più tardi venne fondata un’abbazia femminile.
E appunto la presenza delle reliquie del martire attirarono intorno a Fulda ulteriore interesse, molti pellegrinaggi e numerose donazioni, con cui il monastero poté costruire altre case religiose, come quella di Hameln.
Nel frattempo San Lullo, successore di San Bonifacio come arcivescovo di Magonza, tentò di assorbire l’abbazia entro i confini del suo arcivescovato, ma senza successo: in una positiva gara emulativa con l’abate di Fulda, l’arcivescovo fece nascere l’Abbazia di Hersfeld, ai confini del territorio da lui amministrato.
Grande importanza assumeva la scuola nata presso l’abbazia, che divenne ben presto il fulcro della scuola filosofica tedesca. Lo studium di Fulda era dotato di una notevolissima biblioteca, ricca di preziosi manoscritti, purtroppo distrutta dai protestanti durante la Guerra dei Trent’Anni.
Da città monastica a città barocca
Dal punto di vista dello sviluppo urbanistico, come accennato, nel XVIII secolo l’intera città venne interessata dall’influsso barocco (per questo ha il titolo di “Città Barocca”). La nuova situazione urbanistica ed architettonica comportò un rinnovamento in stile della Cattedrale di Fulda (1704-1712) e dello Stadtschloss (Castello-Palazzo, 1707-1712) ad opera di Johann Dientzenhofer, architetto di corte del Principe-vescovo di Bamberga, ampliamento del precedente castello rinascimentale. Anche la Chiesa di San Biagio venne costruita tra il 1771 ed il 1785 su una precedente basilica risalente al IX secolo: anch’essa conserva reliquie dell’Apostolo della Germania.
Dal 1764 al 1789 Fulda divenne estremamente rinomata per le proprie fabbriche di porcellana, costruite sotto il governo del Principe-Vescovo Heinrich von Bibra: tuttora, per la loro qualità e rarità, i prodotti di questo artigianato sono ancora molto ricercati ed apprezzati.
Tornando a questioni storiografiche, dalla sua fondazione, l’Abbazia di Fulda e i suoi territori vennero sottoposti all’autorità imperiale attraverso la fondazione di un principato sovrano soggetto direttamente all’Imperatore del Sacro Romano Impero. L’intera diocesi quindi retta (dall’inizio del Duecento alla prima metà del Settecento) da un Vescovo-Abate e poi, per quasi un secolo, da un Vescovo-Principe.
Ciò fino alla tempesta napoleonica: dopo il Congresso di Vienna passò definitivamente sotto la diocesi di Fulda. Altri problemi insorsero alla fine dell’Ottocento durante la Kulturkampf, la “battaglia culturale” anticattolica scatenata dal governo prussiano (tanto che la sede rimase vacante per ben otto anni), a riprova di come Fulda fosse considerata una spina nel fianco del Protestantesimo.