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Radici Cristiane n. 74 - Maggio
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E' uscito il numero 74 di Maggio

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Matrimonio e famiglia siano difesi senza compromessi

Benedetto XVI ai politici

I primi due anni di pontificato di Papa Ratzinger hanno dimostrato come la Chiesa consideri sempre più come priorità assoluta la soluzione della crisi devastante in cui versa la famiglia oggi, soprattutto nei Paesi di più antica tradizione cristiana.

di Giuseppe Brienza

Secondo Benedetto XVI il tentativo in atto di equiparare le unioni irregolari, comprese quelle omosessuali, al matrimonio costituisce uno dei più pericolosi attacchi contro la famiglia e la società. Nei due anni dalla sua elezione a Pontefice (avvenuta il 24 aprile del 2005) troviamo infatti moltissime pronunce a difesa della verità, appartenente alla legge morale oggettiva e quindi non riconosciuta solo dai cattolici, per cui il patto coniugale ha come scopo naturale l’unione stabile e complementare tra un uomo ed una donna e la procreazione.

Il matrimonio non ha quindi nulla a che fare con quelle unioni di fatto e di pura convenienza che i vari PACS, “Patti civili di solidarietà”, CCS, “Contratti di Convivenza Solidale” o DICO, “Diritti e doveri delle persone stabilmente conviventi”, vorrebbero introdurre anche nel nostro ordinamento.

 

Il matrimonio e la famiglia non sono un’invenzione sociologica

In uno dei suoi primi discorsi, rivolto il 6 giugno 2005 alla Diocesi di Roma, Benedetto XVI ha spiegato come matrimonio e famiglia non siano realtà inventate, ma fanno parte della natura stessa dell’uomo e della donna. Per questo motivo le “unioni libere”, o lo “pseudo-matrimonio” tra persone dello stesso sesso, sono da intendersi come manifestazioni di una libertà anarchica, «che si fa passare a torto per vera liberazione dell’uomo».

Nella stessa circostanza il Papa ha messo in guardia sacerdoti e fedeli dal concedere credito a quelle visioni che pretendono di ridurre l’unione matrimoniale ad una specie di «costruzione sociologica casuale, frutto di particolari situazioni storiche ed economiche».

Al contrario, la questione del giusto rapporto tra l’uomo e la donna affonda le sue radici dentro l’essenza più profonda dell’essere umano, non consistendo nella «ricerca del piacere, senza mai giungere a una vera decisione», ma piuttosto nella «capacità di decidersi per un dono definitivo, nel quale la libertà, donandosi, ritrova pienamente se stessa».

Oltre che nella minaccia “esterna” di quelle «soluzioni giuridiche per le cosiddette “unioni di fatto” che, pur rifiutando gli obblighi del matrimonio, pretendono di godere diritti equivalenti», Benedetto XVI ha ravvisato un’altrettanto grave minaccia “interna” alle famiglie che rischia di aggravarne la crisi. Si tratta della paura di generare, spesso indotta da una forte pressione cultural-mediatica, che diffonde ansia a proposito di un preteso “sovraffollamento” mondiale e scenari catastrofici per il futuro del sistema ecologico ed ambientale.

In una udienza concessa ai partecipanti all’assemblea plenaria del Pontificio Consiglio per la Famiglia (13 maggio 2006) il Papa, denunciando l’“inverno demografico” che caratterizza piuttosto sempre più vaste aree del mondo, ne ha attribuito una causa al fatto che «le famiglie appaiono talora insidiate dalla paura per la vita, per la paternità e la maternità».

 

Alla comunità internazionale: il futuro dell’umanità passa per la famiglia

Fin dall’inizio del suo pontificato il Santo Padre ha indirizzato anche alla comunità politica internazionale le sue preoccupazioni per il venir meno del ruolo della famiglia nella società. In un discorso del 16 giugno 2005 rivolto a vari diplomatici in occasione della presentazione del nuovo ambasciatore della Nuova Zelanda presso la Santa Sede (ma  stessi concetti saranno esposti ai neo-nominati ambasciatori britannico e francese nel dicembre successivo), Benedetto XVI ha affermato infatti che «il futuro dell’umanità passa per la famiglia». I guasti a cui gli uomini l’hanno nel tempo sottoposta non potranno quindi «mai offuscare lo splendore di un patto che dura tutta la vita basato sulla donazione generosa e sull’amore incondizionato».

Anche a Paesi, come quelli dell’America latina, che apparivano fino a pochi decenni fa meno permeabili ai processi disgregatori in atto da oltre due secoli nel mondo occidentale, il Santo Padre ha ribadito che la difesa e promozione della famiglia sono strumenti indispensabili per assicurare la coesione sociale.

Così nel discorso tenuto al nuovo ambasciatore dell’Uruguay presso la Santa Sede il 31 giugno 2006, le sue parole sono state nuovamente spese a salvaguardia di quella «struttura essenziale della società», basata sull’«unione in matrimonio di un uomo e una donna», ferita a morte da quei processi di lenta demolizione e ridicolizzazione che subisce ormai, soprattutto da parte di ben determinati e ristretti circoli politico-culturali, nell’ambito della società latino-americana.

 

Ai politici italiani: la famiglia deve essere difesa da ogni attacco

All’Italia, il Paese che ha la vocazione di ospitare ed agevolare la missione del Vicario di Cristo, Benedetto XVI non poteva far mancare richiami a non disperdere il patrimonio della sua bi-millenaria tradizione cristiana. All’allora Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi ha esposto infatti  serie preoccupazioni a proposito del futuro della famiglia italiana, della tutela della dignità della vita umana e della responsabilità educativa spettante ai genitori.

Il motivo per cui nella sua prima visita ufficiale al Quirinale, avvenuta il 24 giugno 2005, il Papa ha inteso sottolineare questi tre punti fra loro intimamente collegati è perché essi, come ha voluto sottolineare, «non possono non interessare anche chi ha la responsabilità della cosa pubblica».

In particolare nell’affrontare il tema della “difesa della famiglia”, il Pontefice ha ricordato alle maggiori cariche istituzionali del nostro Paese che questa istituzione, «fondata sul matrimonio», costituisce «un valore importantissimo che deve essere difeso da ogni attacco mirante a minarne la solidità e a metterne in questione la stessa esistenza».

Ora come allora la preoccupazione di Benedetto XVI era dettata da quelle prospettive politiche e legislative, affacciate da esponenti del Parlamento e del Governo italiani, dirette a contraddire «fondamentali valori e principi antropologici ed etici radicati nella natura dell’essere umano, in particolare riguardo alla tutela della vita umana in tutte le sue fasi, dal concepimento alla morte naturale, e alla promozione della famiglia fondata sul matrimonio, evitando di introdurre nell’ordinamento pubblico altre forme di unione che contribuirebbero a destabilizzarla, oscurando il suo carattere peculiare e il suo insostituibile ruolo sociale» (Discorso di Sua Santità Benedetto XVI ai partecipanti del IV Convegno Nazionale della Chiesa italiana, Verona 19 ottobre 2006).

Avvicinandosi progetti di legittimazione e legalizzazione delle convivenze tanto a livello nazionale che locale (quelli che poi saranno battezzati come i “Di.Co.”), il Papa ha quindi spiegato ai nostri governanti che la medesima attenzione che spinge ad essere vicini ai poveri e agli ammalati dovrebbe rendere prodighi verso quel fondamentale bene umano che è la famiglia fondata sul matrimonio. «Oggi il matrimonio e la famiglia hanno bisogno di essere meglio compresi nel loro intrinseco valore e nelle loro autentiche motivazioni – ha ribadito infatti Benedetto XVI in occasione dell’udienza concessa agli amministratori della Regione Lazio, del Comune e della Provincia di Roma l’11 gennaio 2007 –, e a tal fine è () necessaria una politica della famiglia e per la famiglia, che chiama in causa, su un duplice versante, anche le responsabilità che vi sono proprie. Si tratta cioè di incrementare le iniziative che possono rendere meno difficile e gravosa per le giovani coppie la formazione di una famiglia, e poi la generazione e l’educazione dei figli, favorendo l’occupazione giovanile, contenendo per quanto possibile il costo degli alloggi, aumentando il numero delle scuole materne e degli asili-nido.

Appaiono invece pericolosi e controproducenti quei progetti che puntano ad attribuire ad altre forme di unione impropri riconoscimenti giuridici, finendo inevitabilmente per indebolire e destabilizzare la famiglia legittima fondata sul matrimonio».

Tali comportamenti distruttivi della morale familiare, se attuati da politici cattolici, ne comprometterebbero seriamente la “coerenza eucaristica”, come ha affermato il Papa nel suo ultimo documento sull’Eucaristia: «Il culto gradito a Dio, infatti, non è mai atto meramente privato, senza conseguenze sulle nostre relazioni sociali: esso richiede la pubblica testimonianza della propria fede. Ciò vale ovviamente per tutti i battezzati, ma si impone con particolare urgenza nei confronti di coloro che, per la posizione sociale o politica che occupano, devono prendere decisioni a proposito di valori fondamentali, come il rispetto e la difesa della vita umana, dal concepimento fino alla morte naturale, la famiglia fondata sul matrimonio tra uomo e donna, la libertà di educazione dei figli e la promozione del bene comune in tutte le sue forme. Tali valori non sono negoziabili» (Esortazione Postsinodale Sacramentum Caritatis, 22 febbraio 2007, n. 83).

 

Alle famiglie: solo il matrimonio rende l’amore forte e realmente libero

A fronte di una cultura come l’attuale che esalta le libertà dell’individuo considerandolo isolatamente, «come se egli si facesse da solo e bastasse a sé stesso, al di fuori della sua relazione con gli altri come anche della sua responsabilità nei confronti degli altri» (Omelia di Benedetto XVI per la Santa Messa conclusiva del V Incontro Mondiale delle Famiglie, 9 luglio 2006), il Papa invita quindi prima tutto le famiglie cristiane a riscoprire i doni che hanno ricevuto.

«Promuovere i valori del matrimonio – ha ricordato al loro V Incontro Mondiale di Valencia, in Spagna – non ostacola la gioia piena che l’uomo e la donna trovano nel loro mutuo amore. La fede e l’etica cristiana, dunque, non pretendono di soffocare l'amore, bensì renderlo più sano, forte e realmente libero» (Discorso di Benedetto XVI alla Vigilia del V Incontro Mondiale delle Famiglie, 8 luglio 2006).

 

BOX

 

Principali documenti della Chiesa su matrimonio e famiglia.

Nel Magistero pontificio (su Benedetto XVI vedi articolo a fianco):

·         Leone XIII, Lettera enciclica “Arcanum Divinae Sapientiae, 10 febbraio 1880 (sull’origine e restaurazione del matrimonio);

·         Pio XI, Lettera enciclica “Casti Connubi, 31 dicembre 1930 sul matrimonio cristiano (errori e vizi contrari al matrimonio: divorzio e contraccezione);

·         Pio XII, Lettera enciclica “Summi Pontificatus, 20 ottobre 1939 (sulla difesa da parte della Chiesa dei “diritti della famiglia”);

·         Giovanni XXIII, Lettera enciclica “Mater et Magistra, 15 maggio 1961 (sul rispetto delle leggi della vita);

·         Paolo VI, Lettera enciclica “Humane Vitae” sulla regolazione della natalità, 25 luglio 1968 (sull’amore coniugale e la trasmissione della vita);

·         Giovanni Paolo II, Esortazione Apostolica “Familiaris consortio” all’episcopato, al clero, ed ai fedeli di tutta la Chiesa cattolica, 22 novembre 1981 (sui compiti della famiglia cristiana nel mondo di oggi);

·         Giovanni Paolo II, Lettera alle famiglie “Gratissimam sane, 2 febbraio 1994 (sulla maternità e paternità “responsabile”);

 

Nei Concili e documenti delle Congregazioni vaticane:

·         Concilio Vaticano II, Dichiarazione sull’educazione cristiana “Gravissimum educationis, 28 ottobre 1965 (sui compiti educativi della famiglia);

·         Santa Sede, Carta dei diritti della famiglia, 22 ottobre 1983 (su funzione sociale e politica della famiglia);

·         Pontificio Consiglio per la famiglia, Donna, sposa e madre, nella famiglia e nella società alle soglie del terzo millennio, Elledici, Leumann (TO) 1995;

·         Pontificio Consiglio per la famiglia, Documento We have recently suFamiglia e diritti umani”, 9 dicembre 1999 (sui doveri familiari e dello Stato nei confronti del nascituro e la “sovranità della famiglia”);

·         Pontificio Consiglio per la famiglia, Famiglia, matrimonio e "unioni di fatto”, Libreria editrice vaticana, Città del Vaticano 2000;

·         Pontificio Consiglio per la famiglia (a cura di), Lexicon: termini ambigui e discussi su famiglia, vita e questioni etiche, EDB, Bologna 2003.

 

Conferenza episcopale italiana:

·         Documento pastorale “Matrimonio e famiglia oggi in Italia, 15 novembre 1969 (sull’indissolubilità del Matrimonio e la pastorale familiare);

·         Documento pastorale “Evangelizzazione e sacramento del Matrimonio, 20 giugno 1975 (sul fidanzamento e la liturgia del matrimonio cristiano);

·         Direttorio di pastorale familiare per la chiesa in Italia : annunciare, celebrare, servire il "Vangelo della famiglia”, Fondazione di religione Santi Francesco di Assisi e Caterina da Siena, Roma 1993;

·         Rito del matrimonio (rituale romano riformato a norma del Concilio ecumenico Vaticano II), Libreria editrice vaticana, Città del Vaticano 2004.

(RC n. 24 - Maggio 2007)