Le minacce di morte e le offese espresse recentemente contro il Papa, contro l’arcivescovo di Genova mons. Angelo Bagnasco, nuovo Presidente della Conferenza Episcopale Italiana e contro il card. Ruini, non sono né il primo né l’ultimo episodio di crescente intolleranza neo-laicista degli ultimi tempi. Esse vanno ricondotte ad un più vasto fenomeno di “cristofobia” che vorrebbe cancellare la presenza pubblica dei cattolici dalla società, attraverso forme di intimidazione psicologica e di aperta persecuzione, come l’introduzione di leggi “anti-omofobe”, destinate a colpire con il carcere e con pesanti ammende finanziarie chiunque voglia diffondere l’insegnamento tradizionale della Chiesa sulla famiglia.
Le radici di questa cristofobia affondano nella storia del Novecento. La prima grande manifestazione di “laicismo” che aprì il secolo XX fu la legge di separazione dello Stato e della Chiesa in Francia del 9 dicembre 1905, nota come “legge Combes”, dal nome del presidente del Consiglio Emile Combes (ex-seminarista, poi esponente di spicco della massoneria) che la propose, anche se essa fu approvata dal governo guidato dal suo successore Maurice Rouvier.
Questa legge prevedeva l’abolizione unilaterale del Concordato napoleonico del 1801; sopprimeva ogni finanziamento e riconoscimento pubblico alla Chiesa, considerando la religione solo nella sua dimensione privata e non in quella sociale. Stabiliva inoltre che i beni ecclesiastici erano incamerati dallo Stato, mentre gli edifici del culto venivano affidati gratuitamente a delle “associazioni cultuali” elette democraticamente dai fedeli, senza l’approvazione della Chiesa.
La legge di separazione è all’origine di quella tradizione laicista della Francia, che ha trovato la sua ultima espressione nell’accanita opposizione del Presidente Chirac ad ogni forma di riferimento al Cristianesimo nel Trattato costituzionale europeo. Lo stesso Chirac, il 23 giugno 2003 commemorando all’Eliseo il 275° anniversario della fondazione della Massoneria, ha rivendicato il ruolo di quei massoni che, dopo aver laicizzato nel 1882 l’istruzione primaria, «con la stessa fermezza e lo stesso entusiasmo, hanno sostenuto la legge del 1901, che garantisce la libertà d’associazione, e quella del 1905, che separa le Chiese dallo Stato. La battaglia per la laicità deve molto al loro impegno. Battaglia permanente, battaglia sempre attuale».
La battaglia contro
«
D’altra parte il mondo intero oggi sa, né su ciò può cadere in inganno, che se la pace delle coscienze è spezzata in Francia, ciò non è per colpa della Chiesa, ma per quanto hanno fatto i suoi nemici. Gli spiriti imparziali, anche quelli che non condividono la nostra fede, riconoscono che se nella vostra patria diletta si combatte sul terreno religioso, non è già perché
Questa guerra, da venticinque anni in modo particolare, essa non fa che subirla, Ecco la verità. Le dichiarazioni, mille volte fatte e ripetute sulla stampa, nei congressi, nei convegni massonici, nel seno stesso del Parlamento, provano ciò tanto chiaramente, quanto gli attacchi che vennero progressivamente e metodicamente rivolti contro di lei. Questi sono fatti innegabili, contro i quali le parole non potranno mai prevalere.
Anche oggi
Non si può chiedere ai cattolici di tacere, né alla Chiesa di essere diversa da come Dio l’ha voluta.
«Essa non auspica assolutamente la persecuzione violenta. Essa conosce questa persecuzione per averla sofferta in tutti i tempi e sotto tutti i cieli. Parecchi secoli da lei trascorsi nel sangue, le danno dunque il diritto di dire con santa fierezza che essa non la teme, e che tutte le volte che sarà necessario, saprà affrontarla. Ma la persecuzione, per se stessa, è il male, perché è l’ingiustizia ed impedisce all’uomo di adorare liberamente Dio.
Inoltre, la persecuzione non è soltanto il male, essa è altresì il dolore; ed è questa un’altra ragione per la quale
L’atteggiamento fermo e chiaro di san Pio X costrinse
Un secolo dopo,