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Radici Cristiane n. 93 - Aprile
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E' uscito il numero 93 di Aprile

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Segni, antichissima cittadina del Lazio

Segni è un altro classico caso di quell’Italia più profonda le cui bellezze storiche, naturali e artistiche meritano di essere scoperte e presentate.

di Bruno Navarra


L’antica Signia sarebbe sorta nel 513 a.C. quando Tarquinio il Superbo costruisce un accampamento sul Monte Lepino. Nel 495 Sesto Tarquinio deduce una seconda colonia. Si ignorano precedenti insediamenti umani. Nel 493 Spurio Cassio stabilisce, con 30 città latine, tra cui Signia, il Foedus Cassianum.

Tra V e IV sec. Signia è così fiorente che, unica in tutto il Lazio, conia monete d’argento con la scritta SEIC o SEIG; addestra milizie offrendo aiuto a Roma; si cinge di mura megalitiche con varie porte ed è governata da quattro pretori. Rimane fedele a Roma anche durante la IIª Guerra Punica, venendo scelta come carcere.
La battaglia di Sacriporto, nella campagna segnino, tra Silla e Mario il giovane, vide quest’ultimo sconfitto. Signia, mariana, subisce dura umiliazione e cruenta rappresaglia da parte di Silla. Dopo l’89 a.C. divenne “Municipio” e fu governata dai quattorviri. In segno di città libera si fregiò della sigla S.P.Q.S.
Il nome Signia fa pensare alle insegne dell’esercito di Tarquinio; ad una statua (signum) mastodontica dedicata alla triade italica, con tempio sull’acropoli. Non va dimenticato, però, il SEIC scolpito sotto il cinghiale nelle monete segnine: esso potrebbe derivare da questo animale, verosimilmente sacro.
Nel corso dei secoli, Signia si arricchisce del foro, del ninfeo, di templi ad Ercole, alla Bona dea, a Caracalla e di ville suburbane.

Segni cristiana

Il Cristianesimo penetra a Segni molto presto e nel 495 è documentata la presenza del vescovo, che suppone un’organizzazione ecclesiale e una chiesa cattedrale: a tale scopo fu usato il tempio dell’acropoli dedicandolo a san Pietro.
A cavallo tra VI e VII sec. vi nasce san Vitaliano: divenuto Papa, dal 657 al 672, cerca la conciliazione con l’Impero bizantino e la sua Chiesa, stabilisce la gerarchia ecclesiastica in Inghilterra e, secondo la tradizione, diffonde il canto gregoriano e l’organo.
Risalgono alla metà del sec. XI la Cattedrale di Santa Maria in stile romanico, il campanile e l’episcopio, lì accanto.

Segni sotto la Santa Sede raggiunge l’apice della sua fama e l’autonomia comunale nei secoli XII e XIII. Ospita Pasquale II, Eugenio III, Alessandro III e Lucio III. Dimorano Innocenzo III, Onorio III e Gregorio IX.

Segni diviene un ducato

Nell’agosto del 1557, durante la guerra di Campagna, subisce incendio e distruzione. Il 4 luglio 1585 Sisto V eleva Segni a ducato: primo duca fu Alessandro Conti Sforza. Requisito, poi, dalla congregazione dei Baroni e tolto a Mario II Conti Sforza per debiti, il ducato è posto all’incanto nel 1639. All’asta concorrono gli Sforza, parenti di Mario, e i Barberini, parenti di Papa Urbano VIII.
Dopo un processo vinto dagli Sforza, Livia Cesarini, moglie di Federico Sforza, il 17 marzo 1695 ricompra Segni, dando origine agli Sforza-Cesarini.
Nel sec. XVII fu riedificata dalle fondamenta la cattedrale in stile barocco ed a croce greca. Per l’opera furono chiamati artisti di fama internazionale.

Dopo l’unità

Nel 1862 si inaugura la stazione ferroviaria; nel 1870 viene eretto l’ospedale; nel 1887 Leone XIII erige l’Istituto San Gioacchino per l’educazione dei giovani; contro l’usura, mons. Giuseppe Sagnori nel 1894 fonda la Cassa Rurale. Fin dal 1816 è documentata l’esistenza della Banda Musicale, attiva ancora oggi.

Nel 1911, oppresse dalle leggi del Regno d’Italia, le donne appiccarono il fuoco al Comune facendo perdere l’archivio: a Segni fu dichiarato lo stato di guerra.
Durante la seconda Guerra Mondiale Segni subisce vari bombardamenti. Il più cruento è del 7 marzo 1944, che distrusse persino la Chiesa di Santa Lucia.
Nell’ultimo trentennio Segni perde prestigio con il trasferimento a Velletri di alcuni uffici pubblici e della sede vescovile. Le parrocchie da cinque sono ridotte a due ed alcuni ordini religiosi lasciano il paese.
Pur essendo un centro di 8800 abitanti, ospita Istituti scolastici di ogni grado. Nel 2000 l’Istituto del Verbo Incarnato (seguito nell’agosto 2003 dalle suore Serve del Signore e della Vergine di Matarà) istituisce a Segni la propria Curia Generalizia e la sede del Progetto Culturale Cornelio Fabro, il Centro d’Alti Studi S. Bruno vescovo di Segni e la casa editrice EDIVI.

(RC n. 35 - Giugno 2008)