Dietro il soprannaturale, un'organizzazione perfetta ma discreta
Intervista a don Raymond Zambelli
Don Raymond Zambelli, rettore del Santuario di Lourdes e noto autore di libri su santa Teresina, ha notato un aumento del 60% dei pellegrini che affluiscono per celebrare questo particolare giubileo delle apparizioni. Nonostante le sue numerose attività, ha trovato uno spazio per conversare con noi. di Luis Dufaur
Quando i pellegrini arrivano al Santuario di Lourdes, vedono un’organizzazione calma, trasparente, discreta, ma molto efficace. Nessuno immagina la quantità di preoccupazioni che ciò rappresenta per il rettore ed i suoi collaboratori. Lei ci potrebbe dire una parola su questi compiti?
Quando si devono accogliere ogni anno oltre sei milioni di pellegrini da tutto il mondo, bisogna far sì che il santuario sia molto organizzato. Da questo punto di vista il santuario di Lourdes ha acquisito una grande esperienza e gode di una buona reputazione. Più di 430 dipendenti lavorano al suo servizio, senza contare i sacerdoti, i religiosi e le religiose, con i quali questo numero sale a 500 persone. Ci sono dunque molti servizi specializzati nell’organizzazione, gestione, contabilità, comunicazione e pianificazione dei gruppi e della accoglienza dei malati. Certo tutte queste attività poi si collegano alla vita pastorale e liturgica del santuario. Il rettore quindi deve coordinare tutti questi compiti, conservando constantemente l’obiettivo fondamentale del santuario di Lourdes, che è la diffusione del messaggio della Vergine Maria e l’accoglienza dei pellegrini. Il rettore è il rappresenante permanente del vescovo di Tarbes e di Lourdes, che è il primo responsabile del santuario.
Mi ha colpito la sua segreteria semplice e accessibile. Vi collaborano innumerevoli volontari – medici, infermiere, barellieri e altri – che lavorano nell’anonimato e in modo disinteressato. Come vengono reclutati, da dove vengono, che sentimento li anima, quanti sono?
Il Santuario di Lourdes conta oltre 200.000 volontari, specialmente dediti al servizio dei malati. Essi appartengono alla Ospitalità della Madonna di Lourdes, o fanno parte di ospitalità diocesane o di grandi organizzazioni come la UNITALSI o la OPTAL, per quanto riguarda l’Italia. Vengono da diverse parti del mondo e consacrano il loro tempo generosamente alla cura dei malati e del Santuario lungo l’intero anno.
Le commemorazioni di questo 150° di Lourdes costituiscono un aumento delle attività?
Ci siamo preparati per due anni a questo Anno Giubilare delle apparizioni della Madonna a Bernadette. Usiamo molto i mezzi che i media ci offrono oggi. Il popolo di Dio ha risposto bene, al momento constatiamo un aumento del 60% dei pellegrini a confronto dell’anno precedente, il che ci fa prevedere una frequenza intorno ai nove o dieci milioni fino alla fine dell’Anno Giubilare.
Quali sono i sentimenti che più la incoraggiano a portare avanti questa missione?
Sicuramente è una grazia essere stato prescelto per questa missione ecclesiastica di portata universale. Ne sono molto consapevole e chiedo quotidianamente allo Spirito Santo di concedermi le luci necessarie e la forza sufficiente per adempiere bene questa missione così importante, con l’aiuto della Madonna e di santa Bernadette.
Per i pellegrini, voi del santuario vivete immersi in un ambiente di miracoli e grazie straordinarie. Tale è la realta quotidiana di Lourdes. Che pensa al riguardo di essa?
È vero che siamo pervasi da un clima di preghiera, di fede e di grande pietà. È una grazia che manifesta la vitalità della vita cristiana nel cuore di tanti uomini e donne. È pure un’esigenza per essere più fedeli alla nostra missione e corrispondere sempre più alla nostra vocazione di servizio al Vangelo e alla Chiesa.
Lei parla di un aumento del numero di fedeli pellegrini in questo Anno Giubilare. Come è possibile accogliere queste immense folle di pellegrini?
Non fa parte delle responsabilità del Santuario di Lourdes organizzare l’ospitalità logistica per i milioni di pellegrini. Ciò spetta agli albergatori della città, con i quali lavoriamo in armonia. Ciò che spetta a noi è far sì che tutti i gruppi siano ricevuti adeguatamente nel Santuario durante l’anno. In vista della eccezionale affluenza dell’Anno Giubilare, molte celebrazioni verranno fatte all’aria aperta.
A coloro che sono nell’impossibilità di venire quest’anno a Lourdes, cosa consiglia?
Per i cristiani di tutto il mondo che non potranno venire a Lourdes a causa di molteplici ragioni personali o materiali, è sempre possibile unirsi spiritualmente a questo avvenimento giubilare con la preghiera invocando Nostra Signora di Lourdes, in particolare con la recita del Rosario fatta davanti a una riproduzione della grotta o di una immagine dell’Immacolata. Essi potranno anche, grazie ai mezzi di comunicazione, accompagnare gli avvenimenti che si svolgono nell’anno giubilare nel Santuario di Lourdes. Infine, possono recitare la preghiera del Giubileo e la novena preparatoria.
Il prefetto di Propaganda Fide, cardinale Ivan Dias, che è stato il legato del Papa per l’apertura a Lourdes dell’anno giubilare l’8 dicembre scorso, ha detto che la Madonna sta intessendo una rete di figli e figlie per la battaglia finale contro il Maligno, per la vittoria di Gesù Cristo. Cosa suggerisce specialmente questa frase?
Tutti abbiamo visto, all’inizio di un concerto, i musicisti affinare i loro strumenti. Si tratta di un gesto assolutamente necessario, senza il quale i violini non affinati eseguiranno male una sonata di Bach o il piano non affinato eseguirà male un preludio di Chopin. Allo stesso modo, un direttore di coro sempre si assicura che i cantori siano ben preparati prima di esibirsi, in accordo al tono di ogni registro. In musica dunque occorre sempre affinare gli strumenti e aggiustare le voci.
Questo esempio ci fa comprendere meglio una delle missioni della Vergine Maria. Ella si è dedicata tutta la sua vita a discernere il pensiero di Dio e a eseguirne la volontà, diventando così l’unica creatura alla quale noi possiamo rivolgerci per ritrovare l’armonia nel quotidiano della nostra vita e per sapere cosa Dio vuole da noi. Essendo stata nella sua vita perfettamente una, senza alcuna nota falsata, tutto risuona in Lei col suono molto puro del Vangelo. È così che io intendo il suo reiterato appello nelle apparizioni di Lourdes alla penitenza. La sua insistenza perché noi ci convertiamo non è altro che un’eco fedele della predicazione di san Giovanni Battista. Gesù stesso non ci ha detto altro all’inizio della sua missione: «Convertitevi e credete alla Buona Novella» (Mc. 1,15).
Occorre pur tuttavia riconoscere che la maggioranza dei nostri contemporanei è allergica a questo appello, perché la parola penitenza suona strana nelle loro orecchie. Ascoltano penitenza e traducono: ascesi, mortificazione, austerità, sacrificio. Orbene la Madonna non impiegò nessuna di queste parole a Lourdes. Se Ella scelse la parola penitenza, è a causa della sua risonanza eminentemente evangelica. Mi sono domandato allora se c’è un’altra parola che possa tradurre, senza tradire, penitenza. Mi sembra che è il caso della parola coerenza. Infatti l’appello alla penitenza e un appello alla coerenza. A Lourdes, la Madonna ci ha chiesto di condurre una vita coerente con il nostro Battesimo, con la nostra fede e col Vangelo.
Secondo lei, quali saranno i frutti più importanti di questo anno giubilare a Lourdes?
Spero che in occasione di questo Giubileo delle apparizioni della Madonna a Lourdes, ognuno riscopra l’attualità del suo messaggio e delle sue esigenze spirituali, in vista della risonanza profondamente evangelica delle parole della Vergine Maria, e che questo evento ecclesiale produca frutti durevoli di santità.
(RC n. 37 - Ago/Set 2008)