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Radici Cristiane n. 71 - Gennaio
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E' uscito il numero 71 di Gennaio

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Pellegrinaggio: cammino per incontrare Dio e sfida al relativismo

Intervista a mons. Liberio Andreatta



di Emanuele Gagliardi

L’Opera Romana Pellegrinaggi (O.R.P.) promuove e organizza pellegrinaggi e iniziative di pietà cristiana verso i Santuari di Lourdes, Fatima, Santiago di Compostela, Czestochowa, Terra Santa e verso luoghi di interesse culturale, spirituale ed ecumenico.

Si occupa inoltre di servizi d’accoglienza a Roma e in Italia, di assistenza negli itinerari religioso-culturali e nei pellegrinaggi in favore di diocesi, parrocchie, enti pubblici, associazioni e istituti religiosi italiani ed esteri.
Radici Cristiane ha incontrato mons.  Liberio Andreatta, vice presidente dell’O.R.P.

Mons. Andreatta, può brevemente delinearci la storia dell’Opera Romana Pellegrinaggi?

Innanzitutto occorre fare una premessa. Il pellegrinaggio è la forma più antica e universale di religiosità, conosciuta e praticata sia presso i popoli cristiani che tra quelli di altre religioni.
Per la Chiesa Cattolica è un mezzo di promozione umana, di evangelizzazione e di catechesi anche per il forte richiamo che esso esercita sui non praticanti.
Da questo punto vista spetta all’Autorità Ecclesiale indicare l’impostazione pastorale, predisponendo la giusta assistenza religiosa e spirituale, il che vuol dire sacerdoti ed animatori laici adeguatamente formati.

È in questo contesto che va inquadrata la nascita, alla fine del 1933, dell’Opera Romana Pellegrinaggi che all’epoca si chiamava Comitato Romano Pellegrinaggi.
Tappa fondamentale è stata la direzione dal 1961 al 1988 di mons. Davide Bianchi che ha impresso all’O.R.P. un forte impulso organizzativo-pastorale.
Con il Concilio Vaticano II poi la Chiesa riscopre il Suo essere “Popolo di Dio in cammino” e il pellegrinaggio diventa strumento e luogo privilegiato per l’evangelizzazione e la catechesi.

Dopo lo Statuto dato nel 1989 dal Cardinale Vicario Ugo Poletti, nell’anno 2000, per rispondere meglio alle istanze organizzativo-giuridiche e pastorali dei tempi moderni, il Cardinale Vicario Camillo Ruini ha dato un nuovo Statuto e un nuovo Regolamento all’Opera.

Qual è il valore pastorale dell’Opera?

Il “valore pastorale” dell’Opera Romana Pellegrinaggi risiede nel servizio teso all’uomo che da turista si fa pellegrino. Lo scopo è quello di promuovere l’uomo ed evangelizzarlo facendogli vivere l’esperienza del pellegrinaggio.
L’impegno è quello di “accompagnare” le donne e gli uomini che percorrono le strade del mondo con la garanzia di un servizio di qualità, che scaturisce dalla consapevolezza da parte di chi lo organizza, sia a livello spirituale che tecnico-organizzativo, che quel pellegrinaggio deve rappresentare per chi lo vive l’opportunità di incontrare in se stessi Cristo.

Inoltre parte integrante del servizio pastorale svolto dall’O.R.P. è la missione di dialogo e di solidarietà tra i popoli del mondo sia durante gli itinerari religioso-culturali, sia attraverso particolari iniziative.
Tra queste vorrei ricordare i gesti profetici – pellegrinaggi di solidarietà – che rispondono alla vocazione dell’Opera Romana Pellegrinaggi a “costruire” la pace, partendo da concrete manifestazioni di vicinanza soprattutto verso quei popoli che vivono situazioni di disagio e di sofferenza. 

Quali sono le principali attività dell’O.R.P.?

L’O.R.P. è impegnata nell’organizzazione dei numerosi pellegrinaggi che vanno dagli itinerari classici, ad esempio la Terra Santa, Lourdes, Fatima e Santiago de Compostela, ai biblici (Siria, Turchia, Giordania, ecc.), ai missionari (Cina, India, Perù, Messico, ecc.) fino alle proposte di Italia ed Europa Cristiana.
Oltre a questa articolata programmazione l’O.R.P. propone una serie di attività che vanno dalla Giornata Nazionale del Pellegrino, tradizionalmente il 13 maggio di ogni anno, al coordinamento nazionale dell’O.R.P., giunto all’VIII edizione, per non dimenticare poi la maratona-pellegrinaggio in Terra Santa, e infine, come si accennava sopra, tutte le iniziative che sono volte a favorire la carità e la pace tra i popoli del mondo.

La scorsa estate è stato inaugurato il volo diretto per il santuario di Lourdes. È prevista l’inaugurazione di rotte aeree dirette verso altre mete religiose nel mondo?

Prima di tutto devo precisare che di voli diretti al santuario di Lourdes ce n’erano anche prima. Quello che abbiamo inaugurato il 27 agosto del 2007 è stato il primo volo nato dalla collaborazione con la compagnia aerea Mistral Air. Si tratta di un aeromobile dedicato esclusivamente ai pellegrini e pensato a “misura” di pellegrino.
Da metà marzo questo aereo raggiunge dai maggiori aeroporti italiani Lourdes, Fatima, Santiago de Compostela, la Terra Santa, Sinai e Giordania.

L’11 febbraio 2008 è ricorso il 150° anniversario della prima apparizione di Lourdes. Qual è, a suo parere, l’importanza di questo Santuario per il Cristianesimo?

Partendo dal presupposto che i pellegrinaggi cristiani danno il senso del “camminare”, il santuario, cioè la meta, è sopra ogni cosa il segno visibile della presenza invisibile di Dio in mezzo agli uomini.
Nel caso dei santuari mariani, e nello specifico di Lourdes, esso è davvero la prova tangibile che ad un certo punto Dio decide di manifestarsi nella storia degli uomini attraverso Sua Madre e quel luogo immediatamente diventa luogo di incontro tra l’uomo e il divino. 

A Lourdes – dove la Vergine Maria tra l’11 febbraio e il 16 luglio del 1858 consegna all’umanità un messaggio di estrema semplicità attraverso una giovane, altrettanto semplice ed umile, Bernadette Soubirous –, nel 1862, ossia nel momento in cui vengono riconosciute le apparizioni da parte della Chiesa, iniziano i lavori per il santuario che già ai primi del ‘900 assumerà un carattere mondiale.

Quel messaggio arriva a tutti. È questa la forza di Lourdes, che da 150 anni richiama a sé uomini e donne di ogni lingua, razza e cultura, con un messaggio di conversione che si racchiude tutto in quell’invito che la Vergine Maria ha rivolto a Bernardette il 25 febbraio del 1858 «Andate a bere alla fontana e a lavarvi!».
A Lourdes, luogo in cui l’amore di Dio si è manifestato con i tratti dolci e delicati delle attenzioni di Colei che abbiamo ricevuto come Madre, tutti si sentono accolti.
In questo anno giubilare è quindi importante ringraziare Dio per questi 150 anni. Nel corso di questo lungo periodo numerosi pellegrini, attratti dalla Madre, hanno riscoperto la fede e si sono lasciati alle spalle una vita di egoismo e di peccato per orientare o riorientare il proprio cammino.

I pellegrinaggi risentono del clima relativista che permea la società occidentale?

È innegabile ed è sotto gli occhi di tutti quanto il relativismo permei la nostra società nel dibattito sui valori e sulla religione, come non smette mai di ricordarci anche il Santo Padre Benedetto XVI, ma è altresì vero che l’esperienza del pellegrinaggio da questo punto di vista è una sfida.
Il pellegrinaggio infatti, proprio per la sua natura, è un’esperienza concreta da vivere, e da vivere insieme ad altri, e che può rappresentare non solo per chi crede, ma soprattutto per coloro che sono lontani, una grande opportunità di incontro con Dio. Per questo sono convinto che il pellegrinaggio, anche sulla base delle testimonianze che riceviamo, sia davvero una frontiera di evangelizzazione importante. 

In questi nostri tempi, così carenti di punti di riferimento, il pellegrinaggio, mettendo in moto corpo e anima di colui che s’incammina sulle strade del mondo, risponde a quell’esigenza intima di ricerca interiore che agita il cuore degli uomini e delle donne di ogni tempo.

 

(RC n. 37 - Ago/Set 2008)