Lo scorso 8 dicembre, festa dell’Immacolata Concezione, oltre 150.000 fedeli sono accorsi a Lourdes per l’apertura del 150º delle apparizioni. In lunghe ma tranquille file, sotto la pioggia e il freddo, i pellegrini strofinavano i palmi delle loro mani sul granito della roccia, forse mossi dall’anelito di palpeggiare quell’imponderabile presenza del soprannaturale che da essa emana. L’aspra superficie della pietra è man mano divenuta soave e lustrata fin dove arrivano le mani, costituendo il più eloquente libro di visite, firmato da milioni di fedeli che lì passano ogni anno.
A Lourdes, una fiducia calma ma ardente, una pace solenne ma accogliente, una certezza della fede nell’intervento del soprannaturale nel quotidiano dell’umanità, si attingono dall’atmosfera. Quanti, nel freddo rigoroso, si sono avvicinati alla grotta trascinandosi dietro malattie del corpo e dell’anima! Quanti sono tornati senza usufruire di nessuna guarigione miracolosa, ma portandosi nel cuore qualcosa che forse vale più di qualsiasi miracolo fisico! Perché Lourdes conquista e guarisce i cuori, lasciando in essi una impronta e un rimpianto indelebili.
Chi torna da un pellegrinaggio a Lourdes si porta inciso nel cuore qualcosa come una riproduzione della grotta di Massabielle. In modo di poterci tornare idealmente con fiducia e rimpianto nei giorni difficili, ma sicuri di essere esauditi. E basta ricordarsi di essa per far rinascere il desiderio allo stesso tempo ineffabile e incontenibile di tornare fisicamente alla grotta della Madonna. Ma che vuole la Madonna operando in questo modo nel fondo delle anime? L’inizio del Giubileo ci ha portato una luminosa risposta per questo quesito.
Le parole del - Legato Pontificio su Lourdes
Nell’apertura dell’anno giubilare di Lourdes, il cardinale Ivan Dias, Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, legato pontificio, pronunciò una omelia che merita attenta meditazione. Egli ha esordito qualificando le apparizioni a santa Bernadette Soubirous come «vere e proprie irruzioni mariane nella storia del mondo». Non si tratta dunque di apparizioni che si chiudono in se stesse, bensì sono da inquadrare «nella lotta permanente e feroce fra le forze del bene e le forze del male, dall’inizio della storia umana e che proseguirà fino alla fine».
In quell’immensa lotta storica, le apparizioni di Lourdes «segnano la decisiva entrata della Vergine nel pieno delle ostilità tra Lei e il diavolo, come è descritto nella Genesi e nell’Apocalisse». Ha parlato, il rappresentante del Papa, della realtà fondamentale che segna l’esistenza dell’umanità in questa “valle di lacrime”. Ossia la lotta della Madonna e dei figli della luce che la seguono, da un lato, contro il demonio, il serpente infernale, e i suoi seguaci, i figli delle tenebre, dall’altro. La Genesi infatti afferma: «Allora il Signore disse al serpente: (...) Io porrò inimicizia tra te e la donna, fra la sua stirpe e la tua stirpe: questa ti schiaccerà la testa e tu le insidierai il calcagno» (Gen. 3, 14-15).
Questa basilare inimicizia oggi, spiega il card. Dias, è ben lungi dall’essere cessata. Anzi, «è ancora più accanita che ai tempi di Bernadette». È un’antica battaglia che «fa innumerevoli vittime nelle nostre famiglie e tra i nostri giovani». Come conseguenza di questa guerra mossa dal demonio e dai suoi seguaci, il mondo «viene inghiottito spaventosamente nella voragine di un laicismo che vuole creare un mondo senza Dio». Riecheggiando le parole dell’allora cardinale Wojtyla, egli ha aggiunto che nella nostra epoca si svolge «il più grande combattimento che l’umanità abbia mai avuto», cioè, la «lotta finale tra la Chiesa e la anti-chiesa, tra il Vangelo e l’antivangelo». Le parole dell’eminente porporato ci fanno venire in mente l’insegnamento fondamentale del rimpianto prof. Plinio Corrêa de Oliveira sull’immensità della guerra contro la Chiesa e la Civiltà cristiana, che dalla fine del Medioevo porta avanti una Rivoluzione, da lui chiamata la Rivoluzione con la maiuscola, tutta essa di stampo gnostico ed egualitario.
Una guerra che mira ad imporre agli uomini un mondo anarchico, profondamente anticristiano, segnato da una libertà e da una uguaglianza assolute nei confronti della legge sia naturale che divina. Di fronte a questa ribellione animata dallo spirito di Lucifero, s’innalza la Contro-Rivoluzione che egli definisce in modo lapidario: «Se la Rivoluzione è il disordine, la Contro-Rivoluzione è la restaurazione dell’Ordine. E per Ordine intendiamo la pace di Cristo nel Regno di Cristo. Ossia, la civiltà cristiana austera e gerarchica, sacrale nei suoi fondamenti, antiugualitaria e antiliberale» (Rivoluzione e Contro-Rivoluzione, parte II, cap. II).
Coalizione dei figli della luce, fedeli alla Madonna
Le apparizioni di Lourdes costituiscono un capitolo decisivo dell’intervento materno di Nostra Signora per interrompere il corso devastatore della Rivoluzione. A ciò ha accennato il card. Ivan Dias dicendo che «la Vergine sta tessendo una rete di suoi figli e figlie spirituali per lanciare una forte offensiva contro le forze del maligno e per preparare la vittoria finale del suo divin Figlio Gesù Cristo». E aggiunse che i cattolici sensibili all’appello di Lourdes sono convocati a congregarsi in questa lotta contro il male. Cioè, devono ingaggiarsi; ma con quali armi? Per il presule, in primo luogo si tratta della «conversione del cuore», quella conversione che la Madonna ha chiesto in termini via via più pressanti a santa Caterina Labouré a Rue du Bac, alla Salette, a Lourdes e a Fatima. In seguito egli mette la recita quotidiana del rosario, la devozione al Santissimo Sacramento e l’accettazione delle proprie sofferenze per la salvezza del mondo. Ecco le nostre armi: una conversione sincera e profonda, col mutamento di vita che essa comporta; e quelle sante devozioni rivolte verso Nostro Signore Gesù Cristo, mediante l’intercessione onnipotente di Maria Santissima. In questo sta il significato più profondo degli eventi di Lourdes.
Il grande appello di Lourdes in questo 150º anniversario
Nonostante solo santa Bernadette abbia visto, ascoltato e parlato con la Madonna, le folle accorse alla grotta, vedendola e imitandola nei gesti, ebbero una certezza irremovibile della veridicità delle apparizioni. Per così dire, i fedeli “vedevano” la Madonna in santa Bernadette, ed esperimentavano la sua influenza ineffabilmente benefica, nell’imitarne i gesti. Dopodiché la Madonna ha continuato ad esercitare a Lourdes questa misteriosa azione di presenza su coloro che vi si recano a pregare, la quale costituisce forse il più grande miracolo di quel posto privilegiato dove il Cielo ha baciato la Terra. Mediante questa azione Ella restaura le forze dei semplici fedeli stimolandoli con segni sensibili a agiungersi alla coalizione dei figli della luce nella lotta definitiva contro il caos infernale.
Lourdes è dunque un formidabile appello di Maria Santissima ai suoi figli, perché si alleino e intraprendano sotto il suo manto quest’ultima battaglia già iniziata, che culminerà con la vittoria finale predetta a Fatima e contenuta nella promessa “Infine il mio Cuore Immacolato trionferà”. Ciò ci è stato ricordato dal cardinale Ivan Dias con le sue penetranti parole.
Commemorando cinquanta anni fa il centenario di Lourdes, il prof. Plinio Corrêa de Oliveira scrisse sulle pagine di Catolicismo che questo evento costituiva per il mondo intero «la prima cornice del risorgimento contro-rivoluzionario» e che si apprezzava già allora «un desiderio immenso per qualcos’altro, che ancora non sappiamo in che consiste. Tuttavia – fatto forse nuovo da quando iniziò nel Quattrocento il declino della civiltà cristiana – il mondo intero geme nelle tenebre e nel dolore, precisamente come il figliol prodigo quando giunse all’ultimo stadio di vergogna e di miseria, lontano dal focolare paterno. (...) “Hanno un termine – si chiedeva – le misericordie di una madre, la migliore di tutte le madri? Chi oserebbe dirlo? Se qualcuno lo mette in dubbio, Lourdes gli servirebbe di ammirabile lezione di fiducia. La Madonna (...) già ha cominciato a soccorrerci. (...) I giorni del dominio dell’empietà sono contati».