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Radici Cristiane n. 56 - Luglio
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E' uscito il numero 56 di Luglio

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La deriva laicista di un governo succube dell'estrema sinistra

Intervista all'on. Isabella Bertolini

Modenese, avvocato penalista, Isabella Bertolini, aderisce a Forza Italia nel 1993 ed č eletta alla Camera dei Deputati alle elezioni politiche del 2001.

di Emanuele Gagliardi
Modenese, avvocato penalista, Isabella Bertolini, aderisce a Forza Italia nel 1993 ed è eletta alla Camera dei Deputati alle elezioni politiche del 2001. Attualmente è Vice Presidente del Gruppo parlamentare di Forza Italia, vicepresidente del Comitato parlamentare di controllo sull’attuazione dell’accordo di Shengen, di vigilanza sull’attività di Europol, di controllo e vigilanza in materia di immigrazione e componente della I Commissione Affari costituzionali della Presidenza del Consiglio e Interni.
Rigore e moralizzazione nella cosa pubblica, lotta alla criminalità e al degrado e attività a favore degli “esclusi” sono i cardini della sua azione politico-istituzionale. A lei abbiamo sottoposto alcuni quesiti sui ripetuti attacchi alla Chiesa, sull’immigrazione, sulle recenti elezioni amministrative e sul problema della droga.

 
I media riferiscono quotidianamente di minacce al presidente della CEI, mons. Bagnasco, e ingiurie contro il Pontefice. Cosa sta accadendo?

Da tempo, nel nostro Paese, è in atto una vera e propria offensiva relativista contro i valori, le tradizioni, la cultura su cui la nostra società è fondata. A questo si unisce un pericolosissimo riemergere dei movimenti terroristici di sinistra che, saldandosi con le vecchie leve del brigatismo rosso, tentano di ricreare un fronte eversivo unico.
È in questi due filoni che bisogna rintracciare e rinvenire la matrice ed i mandanti dell’attacco frontale alla Chiesa Cattolica e ai suoi esponenti più rappresentativi, considerati pericolosi ostacoli sulla strada dell’affermazione di una scellerata cultura alternativa.
Non è un caso se le minacce a Mons. Bagnasco recano firme associabili e riconducibili a organizzazioni terroristiche di sinistra. Il brodo di cultura, favorito dal guanto di velluto che questa maggioranza usa nei confronti delle nuove e vecchie brigate rosse, rende la situazione ancora più preoccupante.

 
Perché si vuol mettere il bavaglio alla Chiesa?

La Chiesa Cattolica ha mantenuto intatto nel tempo il suo ruolo guida all’interno della società italiana. Evidentemente l’autorevolezza del suo messaggio induce chi più lo teme a tentare di mettere la sordina a quanto essa ha da dire.
La cosiddetta sinistra radicale, decisiva per la vita e le sorti dell’attuale Governo, agitando ad arte lo spauracchio dell’indipendenza dello Stato italiano rispetto a supposte “ingerenze”, tenta in tutti i modi ed a più riprese di delegittimare e soffocare qualunque affermazione proveniente dalla gerarchia ecclesiastica.

 
I partiti o almeno alcuni esponenti del Centrosinistra hanno responsabilità in quanto sta accadendo?

Le elezioni politiche del 2006 hanno prodotto una maggioranza instabile, delegittimata nei numeri in Parlamento e dalla mancanza di consenso nel Paese. Ciò ha reso il Governo Prodi ostaggio di una minoranza di estrema sinistra, quella massimalista e radicale, decisiva al Senato, depositaria di un portato ideologico antitetico al cosiddetto ordine costituito.
Le proposte di legge sulle unioni di fatto e sul testamento biologico sono soltanto alcuni esempi di un progetto più ampio ed articolato teso ad affermare un modello di società diverso, alternativo a quello che conosciamo. Evidentemente, nell’ambito di questo disegno che non ho alcun timore a definire criminoso, la Chiesa Cattolica è vista come un nemico da abbattere a tutti i costi.

 
Questo rigurgito di anticlericalismo è un fenomeno solo italiano?

Senza alcun dubbio i cristiani, come testimonia anche l’appello del giornalista Magdi Allam in loro difesa, sono vittime, in tutte le parti del mondo, di una vera e propria persecuzione. In Italia, come sede del Papato, il fenomeno assume i connotati dell’attacco violento diretto contro la gerarchia ecclesiastica. Anche questo fenomeno a mio avviso è ascrivibile a quel brodo di cultura massimalista e relativista favorito dall’attuale esecutivo.

 
A suo avviso l’immigrazione ha influito sul dilagare del relativismo etico e religioso nel nostro Paese?

In Italia, l’invasione di milioni di immigrati registratasi negli ultimi anni, ha generato il problema del rapporto tra la nostra identità culturale e religiosa e quella degli extracomunitari, soprattutto quelli provenienti dai Paesi di religione islamica. Per rispondere a questa sfida culturale, invece di riaffermare, ribadire e difendere le ragioni di un’appartenenza, il centro-sinistra, in nome di un malinteso multiculturalismo e di una malintesa integrazione, ha deciso di svendere i nostri valori e la nostra identità.
Il relativismo etico e religioso quindi si afferma perchè qualcuno a sinistra decide che tutto è negoziabile, tutto è modificabile, tutto è mescolabile.

 
In Italia il magistero papale è ancora un punto di riferimento nelle scelte politiche, sociali e anche personali?

Senza alcun dubbio, la figura del Santo Padre occupa una posizione centrale e riveste valore primario nel nostro Paese. La straordinaria personalità degli uomini che hanno assunto la responsabilità di questo ruolo negli ultimi anni ne ha rinnovato, rafforzato e vivificato il significato e l’importanza.
Giovanni Paolo II e Benedetto XVI, molto più di tanti leader politici e culturali, rappresentano ineguagliabili punti di riferimento per milioni di persone sparse in tutto il mondo. Le mie scelte politiche e personali sono certamente influenzate dal messaggio che il Santo Padre di volta in volta esprime sulle tematiche che maggiore attinenza hanno con il mandato pastorale.

 
Come giudica la scelta della RAI di trasmettere il documentario Sex crimes and Vatican nell’ambito della trasmissione Annozero?

Immediatamente, avuta notizia della vicenda, mi sono chiesta perchè la Rai abbia deciso di acquistare e trasmettere un filmato vecchio di un anno, scaricabile da Internet gratuitamente. Il motivo mi è apparso subito chiaro. La maggioranza di Centro-sinistra non ha digerito il Family Day.
La contestazione di oltre un milione di persone ha spinto il Governo Prodi, schiavo di una pericolosa e dannosa deriva laicista, ad autorizzare questo bieco tentativo, peraltro non riuscito, di delegittimare la Chiesa Cattolica agli occhi degli italiani.

 
Il programma le è sembrato impostato su criteri di imparzialità, come conviene al vero giornalismo?

Attraverso i mezzi di comunicazione ho più volte contestato l’atteggiamento ideologico dietro la decisione di trasmettere un documento vecchio, falso e tendenzioso. Si è deciso di gettare dalla finestra i soldi di un’azienda pubblica, peraltro con i conti in rosso, per scopi essenzialmente politici. Soltanto la misura e la competenza di mons. Fisichella ha permesso di dimostrare ai telespettatori quanta spazzatura ci fosse dietro il documento della BBC.

 
Le amministrative di maggio hanno sancito una netta affermazione del Centrodestra. Cosa ha determinato questo risultato?

Gli italiani sono stufi di questo esecutivo ed hanno approfittato delle consultazioni elettorali amministrative per testimoniare il loro disappunto. Credo che le ragioni siano di natura sia economica che sociale. Da una parte l’eccessiva tassazione che soffoca lo sviluppo e affama la gente comune che non riesce ad arrivare a fine mese, dall’altra tutti pasticci legislativi relativisti che disorientano i cittadini.
Al contrario il progetto politico del Centro-destra viene ritenuto più omogeneo, più credibile e soprattutto più rispondente al sistema valoriale fondante la nostra società e per questo è stato premiato dagli elettori. Sono state consultazioni estremamente politicizzate.

 
Il ministro Livia Turco difende il suo decreto sulla cannabis, lei, invece, ha dichiarato che «drogarsi deve essere vietato, senza se e senza ma».  Perché?

Vi sono ragioni culturali e pratiche allo stesso tempo. Bisogna combattere in tutti i modi la cultura dello sballo. Non solo drogarsi, ma anche bere eccessivamente, fa perdere il controllo di sé e questo è estremamente diseducativo per i nostri ragazzi.

A ciò bisogna aggiungere tutti i problemi pratici che la cultura dello sballo porta con sé. Drogarsi fa male a chi consuma sostanze stupefacenti ma anche a chi incolpevolmente ed inconsapevolmente viene in qualche modo in contatto con chi ne fa uso. Il caso dei due bambini deceduti a causa dell’incidente stradale provocato dall’irresponsabilità di un’autista di una corriera messosi al volante dopo aver consumato una sigaretta contenente cannabis ne è l’esempio più drammatico.

È quanto mai necessario ed opportuno quindi educare i nostri ragazzi a rifuggire qualunque tipo di droga, ma anche punire severamente chi le consuma. La ministro Turco ed il Governo tutto invece, con i loro messaggi contraddittori e confusi, favoriscono la diffusione del consumo delle sostanze stupefacenti, con gravi ed irreparabili danni per la nostra società.
 
 
 
 
(RC n. 27 - Ago/Set 2007)