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Radici Cristiane n. 74 - Maggio
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Alla scoperta di Taranto, città di Archita

Affacciata sul Mar Ionio, la città di Taranto, l’antica capitale della Magna Grecia, si rivela ricca di tesori inaspettati e di piacevoli sorprese.

di Paola Stefanucci

Grazie al suo fascino singolare, antico e moderno insieme, Taranto, la città dei due mari, seduce il visitatore. La sua storia millenaria è legata all’alternarsi di dominazioni e culture diverse. Fondata dagli Spartani ben otto secoli avanti Cristo, oggi presenta anche un’impronta suggestivamente moderna.

 

Tesori della Magnagrecia


Alle insidie del tempo resistono pure i ruderi di un acquedotto lungo corso Italia e gli avanzi di un edificio termale nei pressi del Lungomare. Del grande anfiteatro sopravvive solo la memoria nella toponomastica della via che porta il suo nome, vicino all’attuale mercato coperto.

Fortunatamente gli innumerevoli e ricchi reperti custoditi nel Museo Archeologico Nazionale testimoniano la grandezza della città in epoca classica. Di eccezionale valore sono la raccolta di terrecotte figurate, la collezione di ceramiche e quella, pregiatissima, di alta oreficeria: i cosiddetti “Ori di Taranto”, noti in tutto il mondo.


Inoltre, vi sono preziose testimonianze di antiche civiltà preistoriche. Il Museo, istituito nel 1887 e ospitato nella sede dell’ex convento settecentesco dei frati Alcantarini intitolato a San Pasquale di Baylon, è stato riaperto nello scorso dicembre dopo un lungo e laborioso restauro con una solenne cerimonia. La prestigiosa istituzione si è rinnovata anche nel nome: d’ora in poi si chiama con un bel nome femminile, M.ar.ta, che cela l’acronimo.
Nuovo è anche l’allestimento museale che presenta il passato come su un set cinematografico. La vita ellenistica torna a rivivere in tutta la sua seducente suggestione. Il Marta è arricchito dai preziosi lasciti, per lo più dipinti che ne illustrano la storia, del vescovo Giuseppe Ricciardi, uomo di fede e altresì appassionato collezionista e fine intenditore d’arte.

 

A passeggio per Taranto


Nel borgo domina la Cattedrale di origine romanica. Essa è dedicata a san Cataldo (santo irlandese, discepolo di san Patrizio), patrono di Taranto. Una tradizione popolare racconta che il santo avrebbe lanciato un anello in mare per placare una tempesta, e in quel punto si sarebbe formato un “citro”, una sorgente d’acqua dolce caratteristica di entrambi i Mari, il grande e il piccolo, chiamata “anello di San Cataldo”. Tali polle permettono la coltivazione dei molluschi.


Nel corso dei secoli il Duomo ha subìto numerose modifiche: la cupola è di stile bizantino mentre la facciata barocca è stata rifatta nel 1700. Nell’interno la cappella di San Cataldo, chiusa da una cancellata sontuosa, è l’apoteosi del barocco.

Altro punto di grande interesse è la Chiesa di San Domenico. La facciata della basilica presenta uno splendido portale a sesto acuto e un caratteristico rosone in stile romanico.


La Villa Perìpato, un giardino ottocentesco dal nome greco, abbellisce la città quanto i palazzi nobiliari di stile barocco, rococò, liberty. Dovunque, posti sotto i cornicioni o sulle facciate dei numerosi palazzi seicenteschi, si vedono i caratteristici gocciolatoi, mascheroni di gronda con le loro figure mostruose e grottesche con funzione non solo decorativa ma anche scaramantica.

 Raggiungiamo il Castello Aragonese, caratterizzato da quattro torrioni angolari, ricostruito dopo il 1480, con la sua mole possente. Severo e armonioso sembra galleggiare sulle acque calme del grande porto.


A pochi metri, si erge il famoso “Ponte girevole”: inaugurato il 22 maggio 1887, può essere considerato l’emblema della città. Presso il “Ponte”, nelle ore notturne, si ha spesso l’occasione di assistere al passaggio di qualche bella unità della nostra Marina Militare attraverso il canale che congiunge il Mar Piccolo al Mar Grande.

Infatti, Taranto, che possiede dal 1883 un grande arsenale marittimo, è un’importante base della nostra flotta militare. L’urbanizzazione e lo sviluppo dell’industria hanno determinato l’espansione della città moderna che è annoverata tra i maggiori poli industriali del Mezzogiorno. Inoltre la città ha il primato nazionale per l’allevamento delle ostriche e dei mitili.

 

I tesori della provincia


Alcune masserie sono semplici come la casa di un contadino. Altre sono autentici castelli o palazzi fortificati o piccoli villaggi e costituiscono meta privilegiata per chi voglia una vacanza a contatto con la natura.
In provincia, di particolare interesse storico ed artistico sono i centri di Martina Franca con i suoi palazzi barocchi e il suo stupendo balcone affacciato sulla Valle d’Itria, scenario fiabesco che ha nei trulli di Alberobello i protagonisti incantati di un panorama unico e irripetibile. E poi, la messapica Manduria, Massafra, appollaiata sull’omonima gravina al centro di una vasta zona di insediamenti rupestri.

Grottaglie, capitale pugliese della ceramica artistica: un’arte millenaria che rievoca l’abilità degli abitanti della Magna Grecia nel plasmare l’argilla dando vita ad oggetti originali e fantasiosi. Una tradizione prospera che si tramanda religiosamente da padre a figlio.

Numerose le aziende (familiari) ormai storiche: ad esempio i Fasano, con casa, laboratorio e boutique al centro del paese. Castellaneta e Ginosa sul mare Ionio, con verdi e fitte pinete che fanno da cornice a spaziosi e lunghissimi arenili.

In una provincia splendida ma ancora troppo poco valorizzata, arte, natura, tradizione ed enogastronomia accompagnano il turista in uno stimolante viaggio tra bellezza e genuinità, adatto ad ogni esigenza e ideale per tutte le stagioni.

Taranto offre interessanti spunti per un tour che non è soltanto un itinerario di prestigiosi monumenti: bellezze naturali, suggestivi ed unici riti pasquali (i perdune), cucina tradizionale, ricca di piatti ingegnosi e popolari, semplici e ghiotti.

Nell’entroterra le masserie, che proseguono la tradizione delle ville rustiche romane fanno parte integrante del paesaggio. Esse costituiscono molto più che una tipologia architettonica rurale. Per secoli sono state speculari di una forma di organizzazione del lavoro. Oggi, con la riconversione in agriturismo, continuano a produrre un gioioso reddito. Il nostro tour tarantino potrebbe iniziare dal Ponte di Pietra, costruito nel 1890. Così si raggiunge la Città Vecchia: un vero e proprio museo storico all’aperto. Essa occupa un’isoletta, lambita dai due mari e collegata da due lati alla terraferma.

Ci si ritrova a passeggiare tra vicoli stretti come fessure, archi, logge e scalinate improvvise che offrono pittoreschi scorci marini. In Piazza Fontana si erge la Torre dell’Orologio, recentemente ristrutturata, con l’elegante corpo centrale settecentesco. Qui, più ancora che in altri luoghi, la modernissima fontana realizzata da Nicola Carrino evidenzia il singolare connubio tra antico e moderno che caratterizza la città pugliese. Taranto è la città pugliese che più subì l’influsso della Magna Grecia: scienza, architettura, arte e filosofia fiorirono con un prodigioso rigoglio. Purtroppo dell’epoca in cui Taranto risplendeva sotto il regno di Archita, ideatore della prima macchina volante (da cui precipitò), sono rimaste poche e frammentarie tracce architettoniche e monumentali, tra cui le colonne del tempio dorico, di fronte al Municipio, nella Città Vecchia. Reliquie scampate alla distruzione perché fino a qualche anno fa erano inglobate in un palazzo. (RC n. 36 - Luglio 2008)