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Radici Cristiane n. 71 - Gennaio
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Lei ti schiaccerà il capo

L’allarme, in Italia, viene dalla magistratura. Il satanismo non è, come ritenevano alcuni sociologi, una innocua manifestazione di devianza giovanile, né la stravaganza culturale di alcuni maniaci, ma un universo criminale incrostato in una subcultura magica ed esoterica, diffusamente veicolata da musica, libri, riviste, siti internet, film, programmi televisivi.

di Roberto de Mattei


L’allarme, in Italia, viene dalla magistratura. Il satanismo non è, come ritenevano alcuni sociologi, una innocua manifestazione di devianza giovanile, né la stravaganza culturale di alcuni maniaci, ma un universo criminale incrostato in una subcultura magica ed esoterica, diffusamente veicolata da musica, libri, riviste, siti internet, film, programmi televisivi.


Il riconoscimento da parte delle autorità ecclesiastiche del martirio di suor Maria Laura Mainetti, uccisa, nel giugno 2000 a Chiavenna, da tre giovani seguaci di Satana “in odio alla fede”,  conferma d’altra parte come la presenza del demonio in tanti tragici fatti di cronaca nera, non sia frutto dell’immaginazione.


Satana, scimmiottando la Chiesa, ha i suoi accoliti, le sue congreghe, i suoi rituali, i suoi sacrifici. Angeli e demoni non sono raffigurazioni fantastiche, ma esseri reali, che svolgono un ruolo cruciale nella storia. Non si può comprendere quanto accade attorno a noi, ignorando la loro esistenza e la loro azione.

La ragione ci dice che l’uomo non è un’escrescenza di materia, prodotta dalla caotica evoluzione del mondo, ma un essere intelligente e libero, creato da una Causa prima che assegna un fine e una ragione a ogni sua creatura.
La ragione ci aiuta anche a comprendere come tra Dio, Atto puro, Spirito assoluto, e l’uomo, composto di anima spirituale e di corpo materiale, esistono creature intermedie, spiriti privi di corpo e di materia, cause seconde nell’universo. Queste creature sono gli angeli, creati da Dio all’origine del mondo e posti  di fronte ad una scelta irreversibile, che avrebbe deciso del loro destino


All’alba della creazione, gli spiriti angelici conobbero perfettamente, con un solo sguardo, la loro purissima natura e videro in maniera istantanea la loro intima dipendenza da Dio, unico e Sommo Bene. La maggior parte degli Angeli, adorò Dio e il Cristo futuro, ma un angelo, Lucifero, si ribellò e con lui «la terza parte delle stelle del cielo» (Apoc. 12, 14).

Vi è un profondo mistero in quest’evento che apre la storia dell’universo e una tragica domanda da allora continua a riecheggiare nel tempo: «Come sei caduto dal cielo, o Lucifero, tu che nascevi all’aurora?» (Is. 14, 12). È la stessa Scrittura a suggerirci le ragioni del peccato angelico quando dice: «il tuo cuore s’inorgoglì della tua bellezza e nella tua bellezza hai perduto la sapienza» (Ez. 28, 17).


Nel momento in cui Lucifero si compiacque di se stesso, allontanando lo sguardo dalla fonte del proprio essere e della propria perfezione, strappò la sua volontà dal Sommo Bene, e lo odiò di un odio irrevocabile a causa della potenza del proprio volere che si cristallizzò in quest’odio per tutta l’eternità.

Il peccato degli angeli fu un peccato immenso di orgoglio, il primo e supremo peccato, a causa della natura eminente degli angeli, capaci di conoscere in modo intuitivo, e di autodeterminarsi in maniera immediata, ma anche capaci di peccare e di allontanarsi da Dio in quanto creature contingenti e libere. «Proelium factum est in coelis» (Apoc. 12, 7).

Dopo il peccato angelico, da un capo all’altro del cielo creato s’ingaggiò una battaglia epocale, che durò forse lo spazio di un grido: il “quis ut Deus” levato contro Lucifero dall’Arcangelo san Michele, principe, da allora, delle Milizie celesti


Nell’universo di luce del Paradiso si spalancò un orrendo pozzo di tenebre. L’abisso risucchiò gli angeli ribelli. Il movimento ascensionale che spingeva gli angeli verso Dio si trasformò in un vortice irresistibile che li precipitò per sempre «negli abissi tenebrosi dell’inferno» (2 Pt. 2,4) «preparato per il diavolo e per i suoi angeli» (Mt. 25, 41).

Non si tratta di una favola, né di una divagazione teologica. Bisognerebbe rileggere integralmente il discorso tenuto da Paolo VI nell’udienza generale del 15 novembre 1972, che si apriva con queste sorprendenti parole: «Quali sono oggi i bisogni maggiori della Chiesa? Non vi stupisca come semplicista, o addirittura come superstiziosa e irreale la nostra risposta: uno dei bisogni maggiori è la difesa da quel male, che si chiama Demonio».
La scelta degli angeli, dopo il peccato originale, continua a ripetersi sulla terra ogni istante per ogni uomo. Alle radici del peccato di Lucifero, come di ogni peccato, vi è la superbia,  l’amore disordinato di sé in opposizione all’amore ordinato a Dio.


Attorno alla superbia come amore di sé sino al disprezzo di Dio, oppure attorno all’umiltà come amore di Dio sino al disprezzo di sé, si sono formate, secondo l’insegnamento di sant’Agostino, le due città destinate a scontrarsi nel corso dei secoli e dei millenni.

Nella storia dunque non agisce solo l’uomo, ma Dio e, accanto a lui gli angeli e i demoni. I primi sono i ministri e i messaggeri di Dio, che realizzano i suoi piani sull’universo. I secondi sono gli eterni ribelli, che cercano di sfigurare, con ogni mezzo, l’ordine divino.

La loro opera può essere anche definita Rivoluzione, intendendo con tale termine l’odio metafisico verso Dio e il suo Creato. Quest’azione rivoluzionaria di disordine radicale è prodotta, e non può che esserlo, dalle creature razionali, uomini e angeli decaduti, perché solo essi, in quanto esseri liberi, possono resistere a Dio e allontanarsi dal modello di ordine impresso da Lui all’universo.


La Rivoluzione che si svolge nella storia ha a sua volta una causa e un archetipo nella prima Rivoluzione che si svolse all’inizio del tempo: la ribellione di Lucifero al disegno divino dell’universo. Tutto il bene che ha in Dio la sua causa e tutto il male che senza essere da Lui causato è però da Lui permesso, in una parola tutto il bene e il male destinati a contrapporsi nella storia, derivano da questo scontro primordiale 
Dall’immenso male, Dio trae però l’immenso bene. La ribellione dell’angelo è causa e conseguenza non solo dell’Incarnazione del Verbo, ma della stessa Maternità Divina di Maria.


 Per difendersi dal demonio le forze umane non bastano. Occorre la vita soprannaturale che fluisce da Gesù Cristo, Grazia incarnata, attraverso i Sacramenti della Chiesa e la mediazione degli Angeli e dei Santi. Ma il ruolo privilegiato nella nostra vita spirituale e nella difesa dal demonio spetta alla Madonna, a cui il Signore ha assegnato il compito di schiacciare il capo di Satana (Gen. 3, 15) e di portare i disegni divini nella storia al loro perfetto compimento.

(RC n. 36 - Luglio 2008)