Clicca per andare alla Home Page

Radici Cristiane n. 71 - Gennaio
Vai ai contenuti di questo numero

E' uscito il numero 71 di Gennaio

EditorialiAttualitā, Politica e SocietāSpecialiDossierNotizie dal mondoFede, Morale e TeologiaScienzaStoriaTesori d'ItaliaTesori d'EuropaArte e CulturaLettureLettereAgenda
home la rivista archivio copia omaggio abbonamenti contatti

Borgogna, storia di un sogno nel cuore dell'Europa medievale

La Borgogna č un'altra meraviglia della Christianitas medievale, terra un tempo potente, ricca e di elevatissima cultura, cuore palpitante della nostra civiltā continentale, ancora oggi ricolma di ineguagliabili bellezze artistiche

di Daniele Civisca

La zona situata tra la Loira e la Saona deve il suo nome ai burgundi, la popolazione di origine germanica che per circa un secolo, tra il V e il VI d.C., occupò la regione allo sfaldamento dell’Impero Romano.

La Borgogna nell’Alto Medioevo
Il Regno burgundo, assai più esteso della regione attuale, venne conquistato nel 534 dai franchi e la Burgundia divenne un regno separato retto da un esponente della dinastia merovingia in costante competizione con gli altri regni che componevano il sistema di governo dei franchi.
Anche dopo la conquista del potere da parte dei Carolingi e la fondazione dell’Impero, la Borgogna continuò a sussistere come regno separato finché il Trattato di Verdun dell’843 la divise in due tronconi: la parte sudorientale fu inserita nel regno di Lotario I, mentre quella occidentale, con la città di Autun, rimase un ducato del Regno dei Franchi.
Dal disfacimento del Regno di Lotario derivò alla fine del IX secolo un Regno di Borgogna che si estendeva a sud fino a includere anche la Provenza e che venne chiamato anche Regno di Arles, dal nome della sua capitale. Dal 1032 titolare ne divenne l’Imperatore tedesco, ma le sue diverse parti, in particolare Provenza e Franca Contea, acquisirono un’indipendenza di fatto.
Il Ducato di Borgogna invece rimase incluso nelle terre di Francia e si sviluppò intorno alle contee di Auxerre, Nevers, Autun divenendo nel corso dell’XI e XII secolo area di azione degli ordini monastici (benedettini a Cluny e cistercensi a Cîteaux) artefici di una nuova fioritura della Cristianità occidentale, mentre il vino faceva la ricchezza della sua agricoltura, assicurando una ricca e ininterrotta esportazione a partire dal XIII secolo.

Il periodo d’oro della Borgogna
Il Ducato di Borgogna restò per secoli nelle mani delle dinastie che si succedettero sul Trono di Francia (i Capetingi diretti e quindi i Valois) che regolarmente lo cedettero ai loro rami cadetti mantenendo la autonomia e solo nominalmente feudo del Regno. Nel 1363 il Re francese Giovanni III “il Buono” di Valois investì del Ducato di Borgogna il suo quarto figlio, Filippo detto “l’Ardito”.
Lui e i suoi discendenti diedero vita all’ultimo e più glorioso periodo della storia medievale della Borgogna che per oltre cento anni fu temuta e rispettata in tutta Europa mentre i suoi Duchi ottenevano sfavillanti vittorie militari che resero la nobiltà borgognona il fior fiore della cavalleria europea.
La casa di Borgogna infatti grazie ad un’accorta politica matrimoniale, alla capacità di muoversi tra le terre della Francia e quelle dell’Impero e alle vicende della Guerra dei Cento Anni, estese enormemente il suo potere finché nel Quattrocento lo Stato borgognone poté rivaleggiare con la monarchia francese mentre la sua corte, che con sede a Digione accoglieva molti importanti artisti fiamminghi, costituì il centro di uno straordinario momento artistico e culturale ispirato alla tradizione cavalleresca.
Filippo “l’Ardito” condusse una scaltra campagna di espansione tramite matrimoni e acquisti giungendo a controllare anche la Contea imperiale di Borgogna, le Fiandre, parte dei Paesi Bassi e il Lussemburgo costituendo un grande dominio che partiva dalla Manica per raggiungere le sponde del Mediterraneo composto da terre tanto diverse e distanti tra loro, dalle ricche città comunali delle Fiandre fino ai feudi borgognoni.
Il figlio di Filippo, Giovanni denominato “il Senza Paura” fu splendido Signore e condusse i suoi cavalieri in Ungheria contro il turco, finendo però sconfitto e prigioniero dopo la battaglia di Nicopoli (1396). Tornato in patria dominò la scena politica e militare della Francia per anni tenendo la reggenza durante la follia di Carlo VI e scontrandosi con le fazioni degli Orléans e degli Armagnacchi prima di finire assassinato in un agguato.
Suo figlio Filippo detto “il Buono” continuò ad espandere i suoi domini con la diplomazia ed il denaro piuttosto che con la guerra. Mentre la Francia era logorata dalla Guerra dei Cento Anni egli, alleandosi con l’invasore inglese (è noto che furono proprio i borgognoni ad arrestare santa Giovanna d’Arco e a consegnarla poi agli inglesi), seppe annettersi tutti gli Stati dei Paesi Bassi completando il sistema di potere sulle sponde della Manica ed ottenendo l’appoggio della ricca borghesia fiamminga.
Venne considerato un governante eccentrico ma incarnò le virtù della cavalleria, creò nel 1430 l’Ordine del Toson d’Oro e progettò una crociata, mai realizzata, contro l’Impero Ottomano. Tenne magnifiche feste mentre i cavalieri del suo Ordine viaggiavano attraverso i suoi territori per partecipare ai tornei.

Carlo il Temerario e la fine del sogno borgognone
Suo figlio, Carlo il Temerario, fu l’ultimo e più grande Duca di Borgogna. Fu uomo di eccezionale coraggio, istruito, intelligente, attivo ed appassionato di musica e di tornei, dotato di un vero genio politico ma anche testardo ed impulsivo, più incline all’uso della forza che della diplomazia.
Divenuto Duca nel 1467 costituì un esercito mercenario con l’ambizione di conquistare la riva sinistra del Reno, in modo da congiungere la Borgogna con le Fiandre e realizzare finalmente l’unità territoriale dello Stato sotto il suo scettro.
Tutto il suo Regno fu contraddistinto dall’antagonismo con il sovrano di Francia che formalmente restava il suo Sovrano feudale e da cui Carlo intendeva svincolarsi.
Nel 1469 ottenne dagli Asburgo i feudi imperiali dell’Alsazia e dell’Alto Reno e, grazie al loro possesso, cercò di ottenere lo statuto di Regno indipendente direttamente dall’Imperatore progettando il matrimonio di sua figlia Maria di Borgogna con Massimiliano d’Asburgo e l’alleanza con l’Impero di chiave antifrancese.
Per alcuni anni Carlo fu il più potente, temuto ed ammirato nei Sovrani occidentali.
Tuttavia il Medioevo era nel suo autunno e il tempo del feudalesimo e della cavalleria andava tramontando. Da un lato il Regno di Francia diveniva sempre più solido, moderno e centralizzato, dall’altro, nelle terre tedesche, il potere degli Asburgo cresceva fino ad occupare in maniera stabile il trono Imperiale.
Inoltre la politica aggressiva di Carlo fece si che contro di lui si riunisse una lega comprendente i Cantoni svizzeri e le città dell’Alsazia. Questa alleanza, sostenuta dal Re di Francia, segnò la fine della politica espansionistica del Duca costringendolo sulla difensiva finché nel 1477 Carlo trovò la morte per mano dei picchieri svizzeri nella Battaglia di Nancy.
Alla sua morte, la sua unica figlia Maria, trovatasi sola a fronteggiare l’aggressività del Re di Francia, sposò Massimiliano d’Austria saldando così definitivamente la sua causa con quella degli Asburgo. Due anni dopo (1479), la vittoria degli Austro-Borgognoni sui francesi a Guinegatte salvò le Fiandre dall’invasione e riequilibrò la situazione. Maria morì nel 1482 a Bruges per una caduta da cavallo, a soli 24 anni; il trattato di Arras dello stesso anno sancì poco dopo la divisione dei domini borgognoni tra Luigi XI che ottenne la Borgogna e Massimiliano che ebbe le Fiandre, i Paesi Bassi e la Franca Contea.
Con la morte di Maria si estingueva la Dinastia ducale e terminava il periodo d’oro della Borgogna che nei secoli successivi divenne oggetto di rivendicazioni dinastiche e scontri armati tra Francia, Spagna e Impero perdendo il suo ruolo centrale nello scenario politico europeo.
Tuttavia dal matrimonio tra Maria e Massimiliano nacquero eredi destinati a svolgere un ruolo chiave nella storia d’Europa e del mondo: primo fra tutti Filippo il Bello che, sposata Giovanna la Pazza (figlia di Ferdinando di Aragona e Isabella di Castiglia) fu a sua volta padre del futuro Imperatore Carlo V, il quale, nonostante fosse un Asburgo, non perse mai i tratti tipici dell’educazione e della cultura di Borgogna (era nato a Gand), quel senso dell’onore e della cavalleria che fecero di lui il più grande Imperatore dopo Carlo Magno perpetuando in qualche maniera il fasto e l’eleganza dei Duchi suoi antenati.

 


(RC n. 29 - Novembre 2007)