Non è la famiglia ad essere malata, ma l’uomo (entrambi i sessi!), affetto da una debolezza congenita che può essere controllata ma non certamente eliminata: il peccato originale. Le sembra forse semplicistica questa risposta? Se lo è, lo è come quella della Bibbia.
L’uomo ha acquisito una tendenza al male, o meglio al falso bene, proprio a causa di quella scelta fatta dai nostri progenitori che, cedendo alla tentazione diabolica, hanno creduto di potersi erigere a criteri assoluti di ciò che è bene e di ciò che è male, perdendo in tal modo la grazia originale, donata loro da Dio al momento della creazione, e indebolendo le proprie facoltà, specialmente l’intelligenza che deve servire a conoscere Dio e a trovare i mezzi per piacere a lui, e dunque raggiungere la beatitudine promessa dal Signore.
A ciò si aggiungano le passioni disordinate, la debolezza della volontà… insomma tutto un insieme di condizioni che rendono l’uomo fragilissimo.
La grazia del battesimo guarisce dalla colpa, ma non toglie questa debolezza. Ecco perché l’uomo che pur ha avuto questa grazia e cerca di coltivarla e accrescerla con la frequenza ai sacramenti e le opere buone, deve tuttavia continuamente vegliare sopra se stesso e non esporsi volontariamente alle occasioni di peccato che, come un’aria avvelenata, possono facilmente indurre al male.
Cosa mai avverrà quando l’uomo ignora completamente i mezzi soprannaturali e si abbandona ciecamente alle “piccole passioni”, che poco a poco possono condurlo anche a delitti infami?
La triste e sordida vicenda austriaca può essere un esempio di quanto diciamo. A tanto non si giunge da un minuto all’altro, improvvisamente. I mezzi di comunicazione, così come la giustizia umana, si limitano, per forza di cose, a cercare e a presentare le cause prossime del delitto, senza penetrare nei reconditi segreti delle anime, scoperti solo a Dio.
Purtroppo il mondo d’oggi, specialmente quello cosiddetto culturale, è sempre più chiuso alla trascendenza verticale, cioè a Dio come viene inteso dalla retta ragione, e dunque esclude pregiudizialmente la spiegazione religiosa, cercando affannosamente una soluzione al problema del male solamente nelle realtà terrene, magari nelle “strutture sociali” secondo la diffusa mentalità marxista.
Conseguentemente, quando in una delle suddette “strutture” avvengono con una certa frequenza episodi sconvolgenti le ipotesi più comuni sono tre: o l’episodio è una deviazione, da correggersi con opportuni interventi psicologici o di altra natura, secondo lo stile di un meccanicismo in cui stringendo una qualsiasi vite tutto viene risolto; o è la rivelazione di qualcosa che “fa parte” dell’uomo, e allora è da “accettare” e “gestire” educando la società ad accettarlo come “normale”; o la struttura deve essere “eliminata” perché non più rispondente alle esigenze di una società in evoluzione.
Inutile dire che tutte queste posizioni sono il risultato di ideologie prive di fondamento.
Gli episodi di violenza familiare che sembrano crescere continuamente, specialmente perché riportati con insistenza, sono in verità presentati come prova della fragilità e dell’ormai insanabile decadenza dell’istituto familiare.
Di conseguenza, più o meno velatamente, si intende mostrare come altri “modelli” familiari, diversi da quello “tradizionale”, dovrebbero essere adottati o, meglio ancora, far sì che l’uomo, il singolo individuo, non stringa alcuna relazione stabile con chicchessia, tanto meno con persone di altro sesso per costituire una famiglia, ma che si indirizzi verso una vita in cui, al massimo, la relazione sia con la propria madre naturale e con una cerchia più o meno vasta di amicizie in fondo viste sempre come strumentali alla propria, egoistica, “realizzazione”.
L’unica vera e completa risposta, si trova solo nella Rivelazione divina. La guarigione dell’uomo e, conseguentemente, il miglioramento delle strutture sociali che sono essenziali espressioni dell’uomo e luogo primario in cui esso si esprime e si forma, è possibile con la grazia.
Naturalmente ciò non esclude un’azione politica e culturale per aiutare l’istituto familiare, ma questa non sarà mai sufficiente, e del resto non dobbiamo dimenticarci le parole del Signore che afferma come solo alla fine dei tempi il Regno di Dio verrà nella gloria.
Fino ad allora dobbiamo fare il possibile, ma senza l’illusione di poter eliminare completamente la presenza del male nel mondo.