Santuario SS. Nicandro, Marciano e Daria, Convento – Viale San Nicandro, 860798 Venafro (Is). Tel. 0865/904268. Diocesi di Isernia. Frati Minori Cappuccini.
Comune, Piazza Cimorelli 1, 860879 Venafro (Is). Tel. 0865/9061 (centralino).
Si utilizza l’autostrada A1 (Roma - Napoli); provenendo da nord si esce al casello di San Vittore e si prosegue con la statale 6 (via Casilina), provenendo da sud si esce al casello di Caianello e si prosegue con la statale 85 (Venafrana). Treni: Stazione ferroviaria locale. Comunità montana Volturno.
Nicandro e Marciano erano due soldati romani, originari della Bulgaria, stanziati a Venafro. Daria era la moglie di Nicandro. Essi si erano convertiti al Cristianesimo, e scoperti, furono giustiziati.
Nel 955, nel luogo del martirio, venne fatta costruire in loro onore una Basilica. Sotto l’altare maggiore è posto il sarcofago di Nicandro, al quale è legato il miracolo della Santa Manna, un liquido misterioso che fuoriesce in determinate occasioni.
Nei giorni dedicati ai Santi protettori, gli abitanti di Venafro, che sono loro molto devoti, allestiscono un mercatino e approntano uno spettacolo di fuochi artificiali. Il giorno 16, dalla Chiesa dell’Annunziata alla Chiesa dedicata a San Nicandro, viene portato in processione il Busto Argenteo del Santo, contenente le sue reliquie, accompagnato dal suono della banda e delle campane.
Nel giorno successivo, numerose funzioni in onore dei tre Santi sono celebrate in città, e alla sera si tiene anche un concerto di musica leggera, con artisti di fama nazionale.
Il giorno 18 poi, un’altra Processione, che incede sulle note dell’inno ai Patroni, parte alle ore 20 dalla Basilica e si muove tra le mille fiammelle delle candele accese ovunque per la città.
La partecipazione è imponente ed il colpo d’occhio è molto suggestivo. L’arrivo è previsto alla Chiesa dell’Annunziata (il percorso è condotto al contrario rispetto all’altra Processione), nella quale il Busto Argenteo è riportato, fino alle celebrazioni dell’anno successivo. Concludono l’evento altri spettacoli pirotecnici.
Al Verlasce – l’antico anfiteatro romano – si disputa la corsa dei ciucci (asini), non sellati; viene inoltre rievocato il martirio del Santo con una sacra rappresentazione in costume.