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Bucchianico è situata
Esisteva in antico una rivalità fra Chieti e la vicina Bucchianico. Nel 1330, per una questione di confine, la città decide di aggredire militarmente il piccolo paese rivale. L’esercito di Chieti è pronto all’assalto; il sergentiere di Bucchianico, con i suoi pochi soldati, si reca a pregare presso le reliquie di sant’Urbano Papa, compatrono del paese. La notte il Santo, appare in sogno al sergentiere e gli suggerisce un semplice stratagemma: chiamare a raccolta tutti gli uomini del contado, vestirli con una sorta di divisa e farli correre lungo le mura in modo che il paese sembri brulicare di armati. Così viene fatto; i contadini si mostrano in massa, indossando una banda a tracolla rossa e azzurra (da ciò il nome di banderesei). I chietini di impauriscono e offrono un accordo pacifico.
La sagra – che si svolge da secoli – ricorda quell’antico episodio di storia locale. La preparazione della festa inizia l’anno prima, quando la domenica successiva al 27 maggio – viene sorteggiato il banderese, ovvero l’organizzatore della sagra; per essere eletto deve essere un agricoltore e deve avere due figli maschi. Durante l’annata si tengono feste e balli con lo scopo di finanziare la sagra; in ogni casa le donne preparano provviste e fiori di carta; nei fienili si costruiscono in segreto i carri.
Poi giungono i giorni della sagra. Il 24 maggio si forma nelle campagne un grande corteo festoso; lo guida il banderese con familiari e parenti, segue un vitello (che sarà sacrificato per il banchetto della sera) e quattro carri caratteristici: il carro del pane (costruito con pane, che verrà poi mangiato), il carro del letto (sul quale dormirà il banderese), il carro del vino (anch’esso indispensabile per la mensa), il carro della legna (che servirà per cucinare); il corteo è accompagnato dalle pacchianelle, le ragazze in tipico costume contadino.
All’ingresso del paese il banderese viene accolto dal tatasciore, il discendente dell’antico sergentiere; poi i due capi guidano il corteo in giri di ronda che si concludono nella piazza principale. Qui si svolge il rito della ciammaichella (in dialetto lumaca) che consiste in una battaglia mimata dall’intreccio dei corpi. Il giorno seguente si festeggia la vittoria dell’antica battaglia incruente, e il sergentiere riceve la spada simbolica dal sindaco. Il banderese consegna ai suoi due figli delle bandiere: verranno condotte per il paese e poi portate in chiesa madre. L’ultimo giorno, una processione visita tutte le chiese lasciando in ciascuna due ceri in segno di ringraziamento; nella parrocchia viene anche chiusa una Porta Santa che è stata aperta all’inizio della festa (a imitazione di quanto avviene per il Giubileo).