Ripercorre l’intera storia del pensiero teologico (come a scuola si fa con quello filosofico) può sembrare un’impresa titanica. Il teologo francese Jean-Yves Lacoste assieme a quattro altri suoi colleghi ha ricostruito le vicende della “scienza che studia Dio”, partendo dai suoi fondamenti biblici (affidati a Pierre Gibert), per proseguire con la teologia patristica e bizantina (curate da Patrick Descourtieux), con la teologia medievale (a cura di Marc Ozilou e Gilles Berceville), mentre il resto della storia della teologia, quella moderna e contemporanea, sono redatti dallo stesso curatore dell’opera, Lacoste, il quale sottolinea come una simile opera si sarebbe dovuta intitolare “Breve storia”, poiché una storia completa di questa materia non potrebbe essere inferiore ai trentasei volumi della Theologische Realenzyklopädie, terminata nel 2004 dopo trent’anni di lavoro.

La breve storia presentata dalla casa editrice Queriniana riesce a toccare tutti i punti salienti della cultura cristiana, dai Vangeli ai Padri della Chiesa, dalle lettere di Paolo alle Confessioni di Agostino, dagli eremiti del Vicino Oriente all’eresia ariana, da Anselmo alla scuola francescana del XIII secolo, fino a Tommaso d’Aquino (l’autore a cui è riservato lo spazio maggiore); quindi dalla Riforma luterana attraverso la lotta a tutte le eresie moderne (gallicanesimo, quietismo, giansenismo) e contemporanee (liberalismo e modernismo) fino all’attuale pontefice ed alla sua proposta interpretativa dell’ultimo concilio ecumenico.

Il proposito era quello di avvicinare alla teologia coloro che la considerano una materia da eruditi, il risultato è un volume interessante, che riesce attraverso il taglio storico a porsi come una introduzione allo studio di una materia sicuramente complessa. Si tratta di un libro da studiare, certo, non di una lettura per distrarsi, ma permette ad un più vasto pubblico di avvicinare una disciplina che solo qualche decennio fa, era considerata “morta” come l’oggetto della sua ricerca, Dio, e che invece negli ultimi tempi ha nuovamente dimostrato di essere il vero motore della Storia.