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L’intrepido pastore

L’intrepido pastore fu san Leone Magno, che non esitò ad incontrare Attila per salvare con potenza soprannaturale Roma, cuore della Cristianità, dall’immane pericolo. La scena è stata immortalata nella splendida pala d’altare, sita nella Basilica di San Pietro.

Il “vero” Sacro Cuore

L’immagine del Sacro Cuore, riprodotta su molte stampe e molti santini, ha come prototipo un piccolo quadro ovale ad olio su rame, realizzato nel 1767 da Pompeo Batoni e collocato nella chiesa del Gesù, a Roma. Quadro, da cui emanano l’amore di Dio per l’umanità, il senso più profondo dell’Incarnazione, intima serenità ed interiore esperienza di fede.

Lo Studiolo del Duca

La mostra in corso a Palazzo Ducale, ad Urbino, spiega il titolo, Lo studiolo del Duca, nel sottotitolo, Il ritorno degli Uomini Illustri alla corte di Urbino, poiché ha riportato temporaneamente nella loro originaria dimora i ritratti dei personaggi, sapienti del passato e del presente, che Federico da Montefeltro volle qui riuniti per ispirarlo e guidarlo nelle sue responsabilità quotidiane.

Isola d’Elba, Terra di grande fede

Sin dal III-IV secolo d.C. Monaci ed eremiti nell’anno Mille trasformarono grotte e pievi in santuari e romitori. Qui sfuggì ai Longobardi san Cerbone. Il Santuario della Madonna di Monserrato fu voluto da José Pons y Leon, primo governatore spagnolo della piazza di Longone, come riconoscenza per esser scampato ad una burrasca. Ma molti altri ancora sono gli edifici, che testimoniano ancora oggi la devozione della popolazione.

La storia dell’isola

Dall’isola d’Elba son passate praticamente tutte le civiltà del Mediterraneo, in ogni epoca. Qui, in questo microcosmo, fecero sosta gli Argonauti, dopo aver recuperato il vello d’oro. Da qui partirono 300 giovani in aiuto del «pio Enea» nella lotta contro i Rutuli. E poi ancora gli etruschi, i romani, la dominazione pisana, i signori di Piombino, i pirati, la dinastia dei Medici, gli spagnoli, Napoleone, il Granducato di Toscana ed il Regno d’Italia…

L’isola d’Elba

Dopo Sicilia e Sardegna, è la terza più grande isola italiana. La sua superficie è di poco superiore a quella del Lago Maggiore. Rappresenta un territorio unico per il Parco naturale, che qui ha sede, nonché per la ricchezza archeologica, compresi navi e velieri affondati in zona nei secoli. Ma unici sono anche i sapori della tavola…

Tregua, non pace

Son trascorsi cento anni dall'entrata in guerra dell'Italia nel primo conflitto mondiale. Conclusosi con trattati, che non stabilirono la pace, ma la tregua, pesantissima, imposta ai vinti, sentitisi traditi, dai vincitori, convinti di potersi ergere a giudici della Storia. Il crollo degli Imperi, in particolare quello degli Asburgo, ed il vuoto e la frammentazione derivatine ostacolarono a lungo un’autentica riunificazione europea e consentirono il sorgere di regimi totalitari.

Fotonotizia dal Calvario

“Fotonotizia dal Calvario”: così un giornalista ha definito la Santa Sindone. Altri l’han definita il “quinto Vangelo”. In realtà, è molto di più. Più che un’immagine, è una presenza, come spiega Emanuela Marinelli, che da 38 anni si occupa del Sacro Lenzuolo. Di fronte al quale «è impossibile restare indifferenti»…

Gabriel García Moreno

Da Presidente, volle che l’Ecuador fosse consacrato al Sacro Cuore di Gesù e con un’invocazione al Sacro Cuore volle che si aprisse la Costituzione dello Stato: uomo di grande fede, amato dal popolo ma inviso a laicisti e massoni, fu assassinato a tradimento all’uscita dalla Cattedrale, 140 anni fa. Dopo di lui, l’Ecuador ripiombò in un incubo di guerre civili e sottosviluppo.

Grazie e benedizioni

Infiniti tesori di grazie e di benedizioni sono racchiusi nel Sacro Cuore di Gesù. Recitarne le litanie è un esercizio di devozione efficace, per innalzare l’anima alla più alta perfezione. Matilde di Hackenborn e santa Geltrude la Grande vi videro un rifugio ed una sorgente d’acqua viva. A santa Margherita Maria Alacoque Gesù promise le effusioni della Sua grazia a quanti le recitassero, riunendo le famiglie divise e riportando la pace nella comunità umana.

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Lettera del Mese

Le prove dell'anima

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Leggi la risposta di Corrado Gnerre

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Giostra del Saracino

Nel Medioevo i cavalieri si esercitavano all’uso della lancia a cavallo colpendo al galoppo un pupazzo girevole armato di mazza e scudo; il fantoccio era detto “saraceno”, perché ricordava lotte fra cristiani e musulmani.

Quando:21 giugno
Dove: Toscana | Arezzo