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La Madonna Nera

L’antica icona conservata a Montevergine raffigura Maria in trono con in braccio il Bambin Gesù. La si attribuisce a san Luca evangelista. Si dice che fosse ad Antiochia, poi a Costantinopoli, quindi in Occidente ad opera di re Baldovino II. Infine, Caterina II di Valois l’avrebbe collocata nell’abbazia. Ma circa le sue origini circolano anche altre tradizioni. Di certo, come scrisse un frate, «il suo sguardo dolce rapisce e dona un indicibile senso di pace».

Il Santuario di Montevergine. I luoghi della fede

Un milione e mezzo di pellegrini ogni anno al Santuario di Montevergine, nei luoghi di San Guglielmo. L’antica chiesa è crollata nel 1629, ma venne ricostruita poco dopo: nell’ampia cappella si conserva l’immagine sacra della Vergine. L’abbazia, sede dell’omonima Diocesi, accoglie al proprio interno anche la Cattedrale in stile neoromanico.

Il rifugio della Sindone

Durante il nazionalsocialismo, la Sacra Sindone fu tenuta nascosta per 7 anni presso il Santuario di Montevergine, che da dieci secoli protegge la Campania. Sempre qui si ritirò anche san Guglielmo da Vercelli, per condurvi vita eremitica.

Le croci nel deserto

Sono le incisioni ritrovate nelle rocce della “Montagna della Stella”, in Arabia Saudita da un’équipe di archeologi, guidata dal prof. Frédéric Imbert. Si estendono per oltre un chilometro e sono il segno di un’antichissima e vivace comunità cristiana pre-islamica, operante nel Najran proprio quando ebbero inizio persecuzioni e massacro.

Una Storia iniziata male

La retorica risorgimentale è stata il tappeto, sotto cui nascondere la polvere dell’Italia unita. Unita, al caro prezzo di stragi di civili inermi, violenze di massa, plebisciti truccati, stupri, ma non solo. Dietro il mito di Garibaldi, ecco spuntare gli interessi della massoneria, l’ombra della mafia, la violenza anticattolica di protestanti ed anglicani. Con un unico obiettivo comune: abbattere lo Stato Pontificio.

Le vie sindoniche

L’Ostensione della Santa Sindone ripropone uno spunto suggestivo, collocato tra fede e storia: uno studio degli itinerari seguiti dal Sacro Telo nelle due, forse tre trasferte compiute in Italia, prima di giungere definitivamente a Torino. Sentieri, mulattiere, chiese, cappelle, case raccontano una storia straordinaria ed inedita.

Jakob Gapp

Si arruolò nell’esercito austriaco ai tempi della Prima guerra mondiale. Fatto prigioniero in Italia, una volta liberato dopo il trattato di pace, divenne sacerdote. Il nazismo lo condannò alla pena di morte. Una vita spesa per «insegnare la verità e combattere l’errore».

Ave Maria!

“Ave Maria!”: ovunque risuoni il saluto alla Vergine, qui «dimorano grazia e benedizione». A dirlo è Padre Jorge Hernandez da una terra tormentata, quella di Gaza. Dove tuttavia, proprio con l’aiuto della Vergine, ancora è possibile sperimentare luce, pace e abbandono in Maria, che protegge. Come provano due episodi davvero sconcertanti, umanamente. Ma non in un’ottica di fede. Particolarmente significativi in questo mese di maggio, mese mariano per eccellenza…

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Cavalcata di San Giuseppe

La cavalcata di San Giuseppe si ispira alla fuga in Egitto della Sacra Famiglia. Della “cavalcata” di Scicli ne parla persino Elio Vittoriani nel romanzo Il garofano rosso (1933).

Quando:21 - 22 marzo
Dove: Sicilia | Sciglia (RG)